Il funzionario della Prefettura resta agli arresti domiciliari

No del Riesame di Napoli al ricorso per Massimo Auciello, 59 anni, di San Nazzaro

il funzionario della prefettura resta agli arresti domiciliari

Nuovamente sequestrati pc, cellulare e soldi che il Riesame di Benevento aveva dissequestrato

Benevento.  

Resta ai domiciliari Massimo Auciello, 59 anni, di San Nazzaro, il funzionario della Prefettura di Benevento arrestato lo scorso 9 dicembre in un'inchiesta del sostituto procuratore Patrizia Filomena Rosa e della Digos. Il Riesame di Napoli ha infatti respinto il ricorso presentato dall'avvocato Marcello D'Auria contro l'ordinanza di custodia cautelare del gip Gelsomina Palmieri, nella quale viene contestato l'addebito di induzione indebita a dare o promettere utilità, anche tentata, ai danni dei gestori di due Centri per l'accoglienza degli stranieri.

L'IMPIANTO ACCUSATORIO

L'indagine era stata avviata dalla denuncia di una delle parti offese, che aveva raccontato che Auciello in un’occasione si sarebbe lamentato di non aver ricevuto alcun regalo, nemmeno un panettone, mentre, nel corso di un’ispezione, gli avrebbe riferito che avrebbe potuto stare più tranquillo quando facevano i controlli.

Il titolare della struttura aveva inoltre riferito che successivamente era stato convocato in Prefettura dallo stesso funzionario che, con il pretesto di parlare di lavoro, gli avrebbe chiesto di regalargli un’impastatrice del valore di circa 550 euro. Da qui un'attività investigativa che avrebbe consentito di acquisire una serie di indizi a carico del 59enne, che, per effettuare le sue richieste, avrebbe chiesto spesso incontri “di persona” oppure avrebbe utilizzato utenze telefoniche non a lui immediatamente riconducibili, come cellulari di amici o conoscenti o il centralino della Prefettura.

Secondo gli inquirenti, con il passare del tempo le richieste si sarebbero susseguite con un ritmo sempre più incalzante, fino ad arrivare a chiedere in maniera insistente ed esplicita la consegna in contanti della somma occorrente per l’acquisto dell’impastatrice, con la minaccia di regolarsi di conseguenza se il destinatario non avesse aderito alla stessa richiesta.

A supportare il quadro, poi, l'ulteriore denuncia del gestore di un secondo Cas, che aveva raccontato che il funzionario avrebbe cercato più volte di indurlo a promettergli la consegna di 300 euro per ogni singola fattura che avrebbe dovuto pagare la Prefettura alla sua cooperativa, per un’attività di sanificazione per un valore complessivo di 5.400 euro.

L'INTERROGATORIO

Comparso dinanzi al giudice per l'interrogatorio di garanzia, Auciello aveva precisato che il suo compito era quello di procedere alle visite ispettive: nessuna nel 2020, causa l'emergenza sanitaria, nella struttura il cui titolare l'aveva denunciato, a differenza degli anni precedenti, in cui la commissione di cui fanno parte anche le forze dell'ordine aveva comminato sanzioni a quel Cas. Il 59enne aveva sottolineato che non aveva alcun potere particolare, di certo non quello che avrebbe potuto risolvere i problemi dello stesso Centro, al quale non venivano liquidate fatture per centinaia di migliaia di euro per le irregolarità legate al Durc. Ecco perchè lui, che è commercialista, aveva dispensato una serie di consigli al gestore, al di là del suo ruolo al Palazzo del governo.

Un impegno – aveva continuato – che l'interlocutore aveva apprezzato, domandandogli in che modo potesse sdebitarsi e ricevendo, come risposta, a giugno, l'esibizione della foto di una impastatrice da 500 euro. Mai, aveva ribadito Auciello, ho preteso qualcosa lasciando capire che, se non l'avessi avuta, ci sarebbero state conseguenze. L'indagato aveva poi aggiunto che a novembre, di fronte al suo atteggiamento dilatorio, e per sondarne l'affidabilità, aveva telefonato al gestore del Centro, dicendogli che doveva coprire un assegno del valore dell'impastatrice. Non era vero perchè, nel frattempo, ne aveva comprato un'altra ad un prezzo minore.

Quanto al titolare del secondo Cas, il 59enne aveva affermato che anch'egli vantava fatture non pagate dalla Prefettura per centinaia di migliaio di euro: fatture che, peraltro, erano già scontate da un istituto di credito. Infine, aveva ricordato che in una delle ispezioni, conclusa con alcune sanzioni, sarebbe stato minacciato da qualcuno che l'avrebbe invitato a chiudere un occhio, e di essersi limitato solo a presentare al gestore il responsabile di una ditta di sanificazione.

DISSEQUESTRATI E ANCORA SEQUESTRATI PC, CELLULARE E SOLDI

Nuovamente sequestrati, dopo il dissequestro deciso dal Riesame di Benevento, il pc, il cellulare, una pen drive, un carnet di assegni e la somma di 3900 euro. Nei giorni scorsi la discussione dinanzi al collegio, conclusa con l'annullamento, sollecitato dalla difesa, dei 'sigilli' apposti ad apparecchiature e denaro il giorno dell'arresto. Una decisione, quella del Tribunale, alla quale è però seguito un ulteriore decreto di sequestro, che l'avvocato D'Auria impugnerà nuovamente.