Droga portata a domicilio, "vive con i proventi dello spaccio"

Rito abbreviato per Angela Fusco, 45 anni, di Solopaca, finita ad ottobre agli arresti in casa

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Benevento.  

Ha scelto il rito abbreviato, che prevede, in caso di condanna, la riduzione di un terzo della pena. E' così che sarà giudicata Angela Fusco (avvocato Ettore Marcarelli), la 45enne di Solopaca che nello scorso ottobre era stata arrestata dai carabinieri della locale Stazione per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Per lei una ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari adottata dal gip Gelsomina Palmieri in una indagine del sostituto procuratore Flavia Felaco. Appuntamento il 22 settembre dinanzi al gip Loredana Camerlengo.

Un'inchiesta supportata dalle intercettazioni telefoniche ed ambientali e dalle riprese di una telecamera installata nei pressi della sua abitazione, che avrebbe consentito di ricostruire il modus operandi della donna nei primi sei mesi del 2019: una sorta di servizio di recapito a destinazione dopo l'accordo stretto telefonicamente. Kobrett, eroina, marijuana, hashish e cocaina che sarebbero state indicate come confezioni di “sciroppo”, uno dei termini utilizzati nelle conversazioni, e che avrebbe distribuito, dopo averle comprate a Caivano, nel 'Parco Verde'.

Quando si era trovata al cospetto del giudice, la 45enne aveva ammesso i fatti contestati, ma aveva attributo agli stessi una valenza del tutto opposta a quella tratteggiata dall'accusa. Si era assunta la responsabilità dell'acquisto delle sostanze stupefacenti, affermando però di averlo fatto sulla scorta di un mandato da parte di un gruppo di persone di Solopaca che conosce da tempo.

Nella stessa occasione aveva escluso ogni attività di spaccio e una qualsiasi forma di guadagno per lei che, del resto, è una consumatrice di 'roba': una dipendenza alla quale, aveva spiegato, non riesce a resistere, che l'aveva spinta, anche durante il lockdown, a procurarseli.

Andava a rifornirsi, quasi ogni giorno, a Caivano – aveva continuato -, ma su incarico di alcuni tossicodipendenti, che spesso le pagavano anche il gasolio per la sua Clio, con la quale raggiungeva l'hinterland napoletano. Perchè proprio lei e non altri? Perchè è donna e, soprattutto incensurata, aveva concluso.

Nell'ordinanza la dottoressa Palmieri aveva precisato che la 45enne avrebbe rifornito della droga di cui avevano bisogno “una cerchia ristretta di acquirenti da lei conosciuti e ritenuti fidati”. Che esistesse questo tipo di rapporto, lo confermerebbe il tenore di uno dei colloqui registrati. Era capitato, infatti, e certamente non a caso, che uno degli assuntori, dopo aver prelevato due dosi di eroina e cocaina lasciate nel cruscotto della Clio di Fusco, che in questo modo credeva di poter azzerare il rischio di essere bloccata in flagranza, fosse stato fermato per un controllo, sulla via di casa, dai militari. Che, oltre a sequestrargli la droga' l'avevano condotto in caserma.

Quando ne era uscito, la prima cosa che l'uomo aveva fatto era stata una telefonata alla 45enne, per raccontarle quanto gli era accaduto.  “Stai apposto'?, le aveva chiesto, temendo che lei potesse essere stata arrestata, poi entrambi si erano convinti che lui fosse stato bloccato in seguito alla spiata di qualcuno.

“E' emerso chiaramente  – aveva scritto il Gip, che aveva fatto anche notare che la 45enne era stata fermata  due volte ad aprile, in pieno lockdown, e denunciata perchè trovata con stupefacenti –  che ha posto in essere una fiorente attività di acquisto e successiva cessione di stupefacenti, soddisfacendo una cerchia affidabile di clienti. Si reca quasi ogni giorno a Caivano presso fornitori di fiducia ed è in grado di far fronte alle svariate esigenze dei suoi clienti che spesso richiama alla maggiore circospezione possibile durante gli incontri funzionali alla consegna”.

E ancora: “I fatti in contestazione non appaiono espressione di un'attività occasionale bensì frutto di un'attività preordinata e seriale tanto che, verosimilmente, la protagonista dell'attuale vicenda vive solo ed esclusivamente con i proventi dello spaccio”.