Disoccupazione, 800 euro: 200 per me, il resto lo davo

Processo su una presunta truffa in materia di indennità, ascoltato uno dei falsi assunti

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Benevento.  

Cinque testi, tutti ascoltati, come indagati in un procedimento connesso, alla presenza di un difensore – gli avvocati Roberto Pulcino e Fabio Russo -: quattro si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, a differenza dell'altro, che ha ammesso di sapere che si trattava di un'assunzione fittizia per ottenere l'indennità di disoccupazione.

La sua ammontava mediamente ad 800 euro al mese: ha sostenuto che ne avrebbe trattenuti 200 ed il resto lo avrebbe consegnato – per un ammontare complessivo annuo che ha indicato in 10mila euro – all'unica persona – una donna – che conosce tra i dieci imputati nel processo scaturito dall'inchiesta del sostituto procuratore Maria Gabriella Di Lauro e della guardia di finanza su una presunta truffa, appunto, in materia di indennità di disoccupazione.

Si tratta di un'indagine rimbalzata all'attenzione dell'opinione pubblica un anno fa, per la quale sono stati spediti dinanzi al Tribunale solo coloro per i quali è stata prospettata l'accusa di associazione per delinquere (vengono contestati, a vario titolo, anche truffa aggravata ai danni dello Stato, reati tributari, riciclaggio e autoriciclaggio). Una presunta organizzazione di cui viene ritenuto promotore e dominus Cosimo Tiso, 52 anni, di Sant'Angelo a Cupolo.

L'udienza – la prossima è in programma il 10 febbraio – ha fatto anche registrare la conclusione del controesame di due investigatori delle fiamme gialle da parte dei difensori – gli avvocati Ettore Marcarelli, Andrea Imperato, Antonio Leone, Federico Paolucci, Vincenzo Sguera, Massimiliano Cornacchione, Gerardo Giorgione, Mario Villani e Domenico Cristofaro- e la deposizione di una commercialista che ha curato una consulenza per il Pm, mentre è stata acquisita quella redatta da un tecnico informatico.

Un centinaio i beneficiari delle condotte ricostruite dagli inquirenti, la loro posizione è stata stralciata- disseminati tra Benevento, Avellino, Salerno, Napoli, Caserta, Roma, Reggio Calabria, Novara, e più centri delle stesse province. Le loro posizioni sono state stralciate e spacchettate in più gruppi.