E' rimasto in silenzio dinanzi al gip Gelsomina Palmieri, avvalendosi della facoltà di non rispondere, il 60enne imprenditore, residente in un centro della provincia, finito in carcere qualche giorno fa con l'accusa di aver abusato sessualmente della nipote, all'epoca minore di 16 anni.
Difeso dagli avvocati Angelo Leone e Franco Errico, l'uomo è al centro di una indagine del sostituto procuratore Maria Dolores De Gaudio e della Squadra mobile, puntata sui comportamenti che avrebbe mantenuto nei confronti della ragazza dal giugno del 2016 al novembre del 2018.
Un arco temporale nel corso del quale le avrebbe riservato le sue 'attenzioni' , appprofittandone in più occasioni. Lei sarebbe stata costretta a subire atti e rapporti sessuali, palpeggiamenti, frasi e allusioni a sfondo sessuale, e le sarebbe stato imposta la visione di un film porngrafico.
Una situazione che avrebbe causato nella minore una “sindrome da stress post traumatico, che l’aveva portata ad avere incubi notturni e crisi respiratorie, arrivando ad autoinfliggersi lesioni corporali e procurandosi una serie di ferite.
I genitori della parte offesa, che con la loro denuncia avevano innescato l'attività investigativa, scandita un anno fa anche da un incidente probatorio, sono rappresentati dagli avvocati Antonio Castiello e Marcello D'Auria.
