Anticipata ad oggi pomeriggio, ma le operazioni proseguiranno anche venerdì, l'autopsia della 50enne di Benevento morta lo scorso 10 gennaio, al Rummo, per Covid 19. Un dramma – la donna ha lasciato due figlie di 15 e 20 anni – al centro di una indagine, al momento contro ignoti, che, diretta dal sostituto procuratore Francesco Sansobrino, era stata avviata dopo la querela presentata ai carabinieri dall'avvocato Antonio Leone, nell'interesse del marito e dei familiari.
Tre gli specialisti ai quali è stato affidato l'incarico: il medico legale Massimo Esposito, l'infettivologo Nicola Maturo e l'anatomopatologa Carmela Buonomo, che, ciascuno per le proprie competenze, dovranno stabilire le cause del decesso.
E' una storia della quale ci siamo ripetutamente occupati: era iniziata, secondo una prima ricostruzione, il 12 dicembre, quando la donna si era ricoverata al Fatebenefratelli. Affetta da una patologia oncologica, aveva la pressione alta ed aveva bisogno di una serie di accertamenti. Era stata sottoposta a due tamponi, entrambi negativi. Come i successivi due che le erano stati praticati durante la degenza nella struttura del viale Principe di Napoli.
Le sue condizioni di salute erano migliorate, tanto che i medici avrebbero deciso di dimetterla e mandarla a casa il 23 dicembre, così da consentirle di trascorrere il Natale in compagnia dei suoi affetti più cari. Due giorni prima – il 21 dicembre -, però, un ulteriore tampone aveva restituito la positività al Coronavirus. Ecco perchè il 22 dicembre era stata trasferita al Rummo, dove il 10 gennaio il suo cuore si era fermato per sempre.
Da qui la querela e l'avvio dell'inchiesta, puntata sul riscontro di alcune circostanze riferite dai suoi congiunti, ad iniziare dalla richiesta di essere spostata altrove che la paziente avrebbe avanzato mentre era al Fatebenefratelli, dopo aver saputo che nella stanza vicina c'era una persona positiva al virus. Tra ieri e venerdì, come detto, l'autopsia: sabato, probabilmente, i funerali.
