Quattro imputati, uno sarà giudicato con rito abbreviato. Sono le scelte operate dalle persone – una sesta è nel frattempo deceduta- coinvolte nei due tronconi di una indagine del sostituto procuratore Flavia Felaco, della guardia di finanza di Benevento e dei carabinieri del Noe di Napoli, di cui l'opinione pubblica era venuta a conoscenza nel marzo del 2019, quando erano stati eseguiti dei sequestri.
Il primo filone riguarda la 'Ecologia Falzarano', che si occupa di raccolta e smaltimento dei rifiuti in numerosi comuni di Campania, Calabria, Puglia e Basilicata, colpita da un sequestro di beni, per equivalente, fino alla concorrenza di 9 milioni di euro, a carico della società e degli amministratori. Nel mirino delle fiamme gialle reati di carattere fiscale: omesso versamento dell’Iva e delle ritenute Irpef. In questo caso le richieste di rinvio a giudizio interessano Lorenzo Falzarano, 57 anni, di Airola, indicato come amministratore di fatto, e Vittorio Lana, 59 anni, di San Giorgio a Cremano, rappresentante legale, assistiti dagli avvocati Valerio Di Stasio e Guido Furgiuele.
L'altro versante è invece relativo alla 'Izzo pelli', per il quale la Procura ha proposto il processo nei confronti dell'ex assessore regionale e senatore Cosimo Izzo (avvocati Vincenzo Megna e Giuseppe Stellato), 78 anni, di Airola, indicato come socio di maggioranza e gestore di fatto dell'azienda conciaria, per la quale era stato disposto il sequestro preventivo, con facoltà d'uso, degli impianti di depurazione, per permetterne l'adeguamento.
Contestati, in questo caso, l' inquinamento ambientale, lo stoccaggio illecito di rifiuti pericolosi nonché lo scarico di reflui industriali oltre i limiti consentiti nel fiume Isclero. Addebiti che Izzo, al quale era stata applicata l'interdizione per tre mesi da ogni attività d'impresa, aveva respinto al termine dell'interrogatorio dinanzi al Gip, dove si era avvalso della facoltà di non rispondere.
“In quarant'anni non mi era mai capitata una cosa simile”, aveva commentato, precisando di essere da alcuni mesi il rappresentante legale della 'Izzo pelli', e di “nutrire fiducia nella giustizia, consapevole che l'azienda ha sempre operato nel rispetto delle leggi e dell'ambiente”.
A completare il quadro, Stefano Napolitano (avvocato Elisabetta Carfora), 58 anni, di Bucciano, dipendente dell'Arpac di Benevento, a carico del quale sono state prospettate le accuse di rivelazione di segreti d'ufficio, e, in concorso con Izzo, di corruzione. E' lui ad aver optato per il rito abbreviato, convinto che negli atti ci sia la prova della sua estraneità.
Secondo gli inquirenti, il 16 aprile del 2018, in cambio dell'appoggio di Izzo alle elezioni comunali a Bucciano, nelle quali era candidato sindaco, lo avrebbe avvertito del controllo che il Noe avrebbe fatto il giorno successivo. Il 25 marzo il prossimo appuntamento dinanzi al gup Maria Di Carlo.
