E' l'unico dei cinque imputati per i quali era stato disposto il giudizio immediato che non aveva scelto il rito abbreviato, preferendo quello ordinario. Si è concluso questo pomeriggio, quando il Tribunale (presidente Pezza, a latere Murgo E Buono) ha inflitto la condanna a 7 anni – il pm Giulio Barbato aveva proposto 9 anni e 2 mesi - ad Antonio Laverde (avvocati Vittorio Fucci e Romolo Vignola), 49 anni, originario di Benevento ma residente a Fonte Nuova, in provincia di Roma, maresciallo della Finanza in servizio al Comando generale, riconosciuto responsabile di quattro episodi di presunta corruzione.
Per Laverde anche l'interdizione in perpetuo dai pubblici uffici, l'impossibiltà di contrattare con la pubblica amministrazione, l'estinzione del rapporto di lavoro ed il risarcimento dei danni alla parte civile: i ministeri dell'Interno e della Difesa, con l'avvocato Giuseppe Di Sirio .
Laverde è una delle persone chiamate in causa dall'inchiesta del pm Francesco Sansobrino e delle fiamme gialle sui concorsi per l'accesso a polizia, guardia di finanza, carabinieri e vigili del fuoco.
Come è ampiamente noto, gli altri imputati sono stati condannati con rito abbreviato, il 20 novembre 2024, alle seguenti pene: 8 anni a Claudio Balletta (avvocato Bruno Naso), 70 anni, di Roma, del Dipartimento dei vigili del fuoco, ed Antonio De Matteo (avvocato Antonio Leone),73 anni, di Benevento, funzionario in pensione dei vigili del fuoco; 6 anni e 2 mesi, riconosciuta come prevalente l'attenuante della collaborazione, a Giuseppe Sparaneo (avvocato Domenico Chindamo), 56 anni, funzionario dei vigili del fuoco, di Benevento, e 4 anni e 4 mesi a Vito Russo (avvocato Vincenzo Sguera ), 432 anni, di Benevento, carabiniere in forza a Roma, che rispondeva solo di tre episodi corruzione, a differenza degli altri, ai quali era addebitata anche l'associazione per delinquere.
De Matteo, Balletta e Sparaneo sono stati assolti, perchè il fatto non sussiste, da otto capi di imputazione, Sparaneo anche da altri due, per non aver commesso il fatto. Per Sparaneo, De Matteo e Balletta l'interdizione perpetua dai pubblici uffici, per Russo per la durata di 5 anni. Una sentenza impugnata in appello, con la prima udienza in programma il 28 gennaio 2026.
E' invece in caledario il 5 febbraio 2026 l'udienza preliminare per i 113 presunti beneficiari.
