Peppe Feliciello, l'amore per il clic: addio ad un professionista garbato

Benevento. La scomparsa del notissimo fotografo

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Benevento.  

Ho atteso prima di scrivere della sua morte. Lo conoscevo da circa trent'anni, da quando avevamo iniziato a collaborare: io a caccia di notizie per un quotidiano, lui, Peppe Feliciello, con il compito di immortalare i fatti. Non ha mai bucato una notizia, talvolta era lui ad avvertirmi. “Enzo, ho saputo che...”, mi diceva al telefono.

Ero tranquillo perchè sapevo che, mentre mi stavo preparando a correre verso il luogo indicato, lui lo stava già facendo. E' stato un piacere lavorare con lui: entrambi tifosi dell'Inter, eravamo diventati amici, al punto che, per quel che vale, mi aveva ritratto il giorno in cui ero convolato a nozze. Ricordo le sue risate di fronte al mio imbarazzo, il garbo con il quale si rapportava sui teatri di cronaca, riuscendo ad ottenere scatti che non erano per tutti, e con le persone che frequentavano il suo negozio al rione Ferrovia.

Un punto di riferimento non solo per chi programmava foto e video per matrimoni ed altre cerimonie, ma anche per chi seguiva il calcio. Era l'altra passione di Peppe, che l'aveva coltivata come giocatore e, poi, allenatore, soprattutto di squadre giovanili. La sua presenza al Vigorito, al Meomartini, all'Avellola e sui campi d provincia non era una novità. Tutti sapevano che, prima che la palla iniziasse a rotolare, lui sarebbe stato ai bordi del rettangolo di gioco, qualunque fossero le condizioni meteorologiche.

Erano i tempi delle foto stampate, di quell'odore che non può dimenticare chi l'ha sentito. "Un collega, un professionista ma soprattutto un gentiluomo", c'è scritto sullla sua bacheca. Addio, Peppe.