La Zes Unica nel Mezzogiorno e le opportunità di sviluppo per le imprese nel Mezzogiorno il tema al centro del focus promosso da Confindustria Benevento per il sesto appuntamento di “Credito Amico”, l’iniziativa dedicata al confronto tra imprese, professionisti e istituti finanziari sui temi dell’accesso al credito e delle opportunità di sviluppo per il tessuto produttivo.
L’incontro ha posto al centro dell’attenzione le principali misure di sostegno agli investimenti, con particolare riferimento agli strumenti normativi e finanziari a disposizione delle imprese campane, tra cui la ZES Unica Mezzogiorno.
Ad aprire i lavori sono stati Andrea Esposito, presidente di Confindustria Benevento, Filippo Liverini, vicepresidente con delega al Credito, e Flavian Basile, presidente di Ance Benevento.
In programma gli interventi di Erminia Cuomo, vicepresidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Benevento, Leonardo Tufaro, advisory consultant di Cerved Finanza Agevolata e le conclusioni affidate ad Aniello Boccia, regional head Deutsche Bank Premium Bank.
Esposito: “Serve una partnership tra banche e imprese”
Nel suo intervento, Andrea Esposito ha sottolineato la necessità di evolvere il rapporto tra sistema bancario e imprese: “Chiederemo agli istituti di credito di trasformare il rapporto con le nostre imprese da semplice finanziamento a una vera partnership, capace di sostenere lo sviluppo del territorio”. Il presidente ha poi evidenziato una criticità strutturale ancora presente nel Sannio: la carenza di infrastrutture digitali. “La banda larga è fondamentale per la crescita. Vogliamo che il Sannio diventi protagonista dell’evoluzione produttiva del Mezzogiorno e del Mediterraneo, ma questo non può prescindere da una connettività adeguata”.
Liverini: “La ZES aiuta a ridurre il gap con il Nord”
Filippo Liverini ha evidenziato l’impatto positivo della ZES sul sistema economico meridionale: “Questa misura sta contribuendo al recupero del PIL rispetto al Nord. Deve però restare, almeno per ora, uno strumento destinato esclusivamente al Sud, per colmare il divario esistente”. Liverini ha poi sottolineato come le opportunità offerte dagli incentivi richiedano una solida pianificazione finanziaria: “Affrontare un investimento, anche se agevolato, richiede competenze e strategia. Non esiste l’imprenditore tuttologo: servono il supporto del sistema bancario e il contributo dei professionisti, in particolare dei commercialisti, in una logica non solo fiscale ma anche strategica”.
Un tema centrale è stato quello dell’accesso al credito per le piccole imprese e le start-up: “Dobbiamo favorire una maggiore diffusione delle opportunità su tutto il territorio e non limitarle a poche aziende strutturate. Inoltre, è fondamentale sostenere le start-up non solo finanziariamente, ma anche con percorsi di accompagnamento e tutoraggio”. Liverini ha infine richiamato il ruolo dei giovani: “Non si può fare finanza e progettazione senza il contributo delle nuove generazioni. Dobbiamo creare le condizioni per trattenerle e riportarle nei nostri territori”.
Basile: “La ZES ridisegna lo scenario industriale”
Anche Flavia Basile ha sottolineato il valore strategico della ZES, evidenziandone l’impatto su tutto il comparto produttivo, inclusa l’edilizia. “La ZES rappresenta uno strumento in grado di supportare sia il settore industriale sia quello delle costruzioni, contribuendo alla crescita del PIL e dei fatturati”. Secondo Basile, il nuovo contesto richiede anche un cambio di paradigma nel mondo bancario: “Oggi la storicità aziendale conta meno. Ciò che davvero importa è la capacità di progettare il futuro. Per anni ci si è basati sui bilanci passati, mentre strumenti come la ZES spingono a valutare le prospettive e i programmi industriali”.
Verso un nuovo modello di sviluppo
L’incontro ha evidenziato come la ZES Unica Mezzogiorno rappresenti una leva concreta per rilanciare gli investimenti e favorire la crescita economica della Campania e del Sud Italia. Tuttavia, per coglierne pienamente le opportunità, è necessario un approccio integrato che coinvolga imprese, istituti di credito e professionisti, puntando su innovazione, pianificazione e valorizzazione del capitale umano. Solo così sarà possibile trasformare gli strumenti normativi in reale sviluppo per il territorio.
