Il pm Chiara Marcaccio aveva chiesto 10 anni per violenza sessuale aggravata ai danni di una minore, atti persecutori, rapina e lesioni personali aggravate, il legale della parte civile, l'avvocato Gerardo Giorgione, si era espresso per la dichiarazione di responsabilità dell'imputato, del quale la difesa, rappresentata dagli avvocati Antonio Leone e Fabio Ficedolo, aveva invece sollecitato l'assoluzione perchè il fatto non sussiste.
Poco prima delle 13.15 la decisione del Tribunale (presidente Rotili, a latere Monaco e Perrotta), che, ritenute le attenuanti generiche equivalenti, ha inflitto 7 anni .a F. N., 24 anni - la mancata indicazione delle generalità complete serve a tutelare la parte offesa ndr-, per il quale sono anche stati disposti il risarcimento dei danni, da liquidarsi in separata, ed il pagamento di una provvisionale di 2500 euro in favore della parte civile.
E' l'epilogo di primo grado di una indagine della Squadra mobile che nel 2023 era sfociata nell'arresto del giovane, successivamente tornato in libertà. L'attività investigativa era stata avviata nel settembre 2022, quando la ragazza, che era stata legata sentimentalmente all'imputato dal 2020, aveva raccontato ciò che le sarebbe accaduto mentre era 15enne, pochi mesi dopo l'inizio della relazione, le minacce e le molestie che avrebbe subito.
Aveva riferito di essere finita in una condizione di soggezione tale da accettare di riprendersi con il cellulare, e di inviare le immagini a lui, mentre compiva gesti di autolesionismo. Aveva poi descritto anche gli abusi sessuali ai quali sarebbe stata costretta, degli schiaffi e dei pugni al volto che in un'occasione le sarebbero stati sferrati. Circostanze al centro anche di un incidente probatorio
Il processo aveva fatto registrare un colpo di scena prima della requisitoria del Pm, quando una ragazza, arrivata dall'Emilia Romagna con uno zio ed un avvocato, si era spontaneamente presentata in aula ed aveva chiesto di poter essere nuovamente ascoltata. Il Tribunale aveva acconsentito, e lei, che per le dichiarazioni rese era finita nel mirino per falsa testimonianza, aveva ritrattato. Sostenendo di credere ancora all'innocenza dell'imputato, ma escludendo di trovarsi a Benevento il giorno in cui lui avrebbe commesso la violenza sessuale ai danni della minore.
