Due condanne ed un'assoluzione nel processo nato da una indagine del sostituto procuratore Marcella Pizzillo e della Squadra mobile in materia di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione a Benevento.
In particolare, il Tribunale (Presidente Rotili, a latere Monaco e Buono) ha condannato a 4 anni e 1000 euro di multa, per entrambe le accuse, Yuverquis Martinez Perez Galati (avvocato Gerardo Giorgione), 54 anni, nazionalità dominicana, all'epoca domiciliata a San Martino Sannita, e a 2 anni e 500 euro di multa, per favoreggiamento, Francesco Varricchio (avvocato Mario Cattaneo), 81 anni, di San Leucio del Sannio.
Assolto invece, perchè il fatto non sussiste, dall'addebito di favoreggiamento, Rinaldo Russo (avvocato Alberto Mignone), 91 anni, di Ceppaloni- Per Martinez l'interdizione dai pubblici uffici per la durata della pena, disposta inoltre la restituzione a Varricchio di un immobile a Casale Maccabei.
Il pm Giulio Barbato aveva chiesto 4 anni e 2 mesi per Martinez, 2 anni e 4 mesi per Varrichio e 2 anni per Russo.
L'indagine
E' l'epilogo di primo grado di una inchiesta che tra ottobre e dicembre 2018 era sfociata in alcune misure cautelari -arresti e obblighi di firma, poi via via revocati – e nel sequestro di due immobili. Il primo a finire nel mirino, poi era stato dissequestrato, era stato uno stabile in via Traiano Boccalini, al rione Ferrovia, di proprietà di un familiare di Russo, che, sosteneva la Procura, sarebbe stato dato in locazione a Yuverquis Martinez Perez Galati. Un'abitazione che lei avrebbe adoperato per un'attività di prostituzione esercitata da una connazionale. Per questo filone era stato chiamato in causa un 70enne, poi deceduto, che si sarebbe occupato, oltre che dei contratti per la fornitura di luce e gas, anche di prelevare alla stazione ferroviaria le ospiti e di accompagnarle in auto in via Boccalini.
A distanza di due mesi, poi, i sigilli erano stati apposti ad un immobile al Casale Maccabei, di cui Varricchio è proprietario, fittato ad una 38enne straniera, irreperibile, che l'avrebbe usato per il sesso a pagamento. Allo stesso Varricchio era stato anche contestato un presunto sfruttamento della prostituzione di un trans, non identificato, al quale avrebbe chiesto 25 euro per ogni giorno trascorso nella sua casa. Un importo che avrebbe cercato di recuperare attraverso l'intervento del 70enne.
