Maltrattamenti aggravati nei confronti della ex compagna l'accusa per un 40enne di Benevento (è difeso dall'avvocato Stefania Pavone) arrestato nella serata di ieri dagli agenti della Squadra mobile della questura sannita.
Domiciliari disposti dal giudice per le indagini preliminari Maria Amoruso, su richiesta del pubblico ministero Carmine Pignatiello che ha coordinato le indagini della Squadra mobile che “hanno permesso di delineare un grave quadro indiziario nei confronti dell’uomo, il quale costringeva la compagna convivente – spiega la Procura - ad una condizione di vita penosa e insostenibile, il tutto in ragione del rifiuto della stessa di mantenere il rapporto affettivo, nonché al fine di limitare le sue libertà individuali di donna e realizzare uno stato di controllo, possesso e dominio”.
Secondo l'accusa, "a partire dal 2016 l'uomo controllava quotidianamente ogni aspetto della vita della compagna, sottoponendola ad umiliazioni ed aggressioni in un’escalation di violenze crescenti.
L’uomo in più circostanze - spiegano dalla Procura - denigrava, offendeva e sputava addosso alla compagna, anche alla presenza della figlia minore, la quale assisteva anche all’aggressione fisica nel corso della quale l’indagato colpiva la donna con violenti pugni alla testa, costringendola a ricorrere alle cure del Pronto Soccorso.
Il clima di controllo e vessazione psicologica - come ricostruito nel corso dell’attività d’indagine e riscontrato da varie testimonianze, annotazioni di servizio e analisi di contenuti multimediali - peggiorava dopo la conclusione del rapporto, allorquando l’uomo continuava a monitorare ed umiliare la ex compagna con condotte ossessive e persecutorie, rivolgendo alla stessa e alle persone a lei vicine ripetute e gravi minacce sia di persona che con il cellulare.
In sede di esecuzione è stato altresì disposto il sequestro del telefono in uso all’indagato, in virtù dell’obbligatorietà di tale atto introdotta dalla legge sul femminicidio per tali tipi di reato”.
