Appalti, chiusa l'inchiesta della Dda: 36 indagati, sei sono sanniti

Benevento. Nel mirino l'appalto rifiuti a San Giorgio del Sannio

appalti chiusa l inchiesta della dda 36 indagati sei sono sanniti
Benevento.  

Sono trentasei - sei sannite -le persone che compaiono nell'avviso di conclusione dell'indagine della Dda e dei carabinieri su una serie di appalti tra le province di Caserta e Benevento.

Si tratta di una inchiesta 'deflagrata' nel settembre 2025 che, per ciò che riguarda il Sannio, ha puntato il mirino sull'appalto rifiuti a San Giorgio del Sannio, per il quale sono stati chiamati in causa, per le ipotesi di reato di corruzione e turbativa di gara, Aniello Ilario (avvocati Vincenzo Maiello e Valerio Di Stasio),di Rotondi, l'ex sindaco di San Giorgio del Sannio, Angelo Ciampi (avvocato Pierluigi Pugliese), di San Martino Sannita, Francesco Pietro Buonanno (avvocati Roberto Prozzo e Pasquale Matera), di Bucciano,Virgilio Emanuele Pio Damiano (avvocati Giampaolo Fioretti e Carlo De Benedictis), di Montesarchio, Vittorio Fuccio (avvocato Teresa Meccariello),48 anni, di Paolisi, Giuseppe Ilario (avvocato Francesco Perone), di Rotondi.

La tesi accusatoria

I fatti risalgono al 2022: secondo gli inquirenti, Aniello Ilario, legale rappresentante della Czeta, che aveva partecipato, consorziandosi nel Ciclat scarl, alla gara di appalto, indetta dal comune di San Giorgio del Sannio, per la raccolta dei rifiuti solidi urbani, avrebbe versato a Ciampi e Buonanno, presidente della commissione di gara, la somma di 10mila euro a testa per garantirsi l'aggiudicazione dell'appalto: una somma ritenuta il presunto acconto rispetto a quella di 90mila euro, da sborsare successivamente, in occasione della aggiudicazione, di Natale, Pasqua e Ferragosto.

Espletata la gara, per un errore nella formulazione dell'offerta, Ciclat era risultata la seconda classificata, dietro una ditta di Ravenna. A quel punto, Ilario avrebbe contattato Ciampi e Buonanno per indurli ad estromettere la ditta vincitrice e ad affidare l'aggiudicazione al consorzio Ciclat.

A Damiano, Giuseppe Ilario e Fuccio viene assegnato il ruolo di presunti agevolatori: il primo avrebbe accompagnato Aniello Ilario a Napoli, per la consegna della prima tranche di denaro a Ciampi, il secondo avrebbe fatto da intermediario per gli appuntamenti tra Ciampi ed Ilario, mentre Fuccio avrebbe procurato ad Ilario gli incontri a Napoli con il sindaco.

In uno di questi Aniello Ilario si sarebbe alzato dal tavolino al quale era seduto con Ciampi dinanzi ad un bar e, immortalato dalla telecamera del locale, avrebbe infilato una busta nello zaino di Ciampi, precedente prelevato e poi rimesso al suo posto. All'interno della busta, sostiene l'accusa, 10mila euro che Ciampi, che pensava si trattasse di materiale pubblicitario per la costruzione di un impianto di rifiuti, avrebbe scoperto una volta tornato a casa e che, aveva sostenuto durante l'interrogatorio, aveva ridato ad Ilario.

Gli indagati - per gli altri trenta vengono prospettate a vario titolo anche le ipotesi di associazione per delinquere di stampo camorristico, riciclaggio ed estorsione- hanno adesso venti giorni a disposizione per chiedere di essere interrogati e produrre memorie difensive; esaurita questa fase, il Pm procederà alle eventuali richiesta di rinvio a giudizio.