E' stato riservato ai profili costituzionali e processuali della riforma dell'ordinamento giudiziario il convegno organizzato questo pomeriggio in Tribunale, in vista sul referendum sulla separazione delle carriere tra pm e giudici, dall'Ordine degli avvocati e dalla Camera penale di Benevento.
I saluti sono stati affidati al presidente del Tribunale, Michele Russo, che – si legge in una nota – ha “analizzato la questione dell'Alta Corte e la composizione dei collegi”, al procuratore Gianfranco Scarfo’, che ha “stigmatizzato le strumentalizzazioni politiche”, al presidente dell'Ordine forense, Stefania Pavone, che ha "invocato il ritorno ai temi e alla onestà intellettuale”, e al presidente della Camera penale, Nico Salomone, che ha “ricordato quanto questa sia una battaglia storica dell’avvocatura associata e delle camere penali, dopo la riforma dell’art. 111 della Costituzione”.
Gli avvocati Carmine Monaco, responsabile della Scuola di formazione della Camera penale, e Valeria Crudo, della giunta della Camera penale, hanno “sottolineano la straordinaria importanza di questa riforma per i cittadini che hanno diritto ad un giusto processo, ad un giudice realmente terzo e imparziale, e libero dai vincoli delle correnti”.
Vincenzo Baldini, docente di Diritto costituzionale all'Università di Cassino, e Mario Griffo, docente di Diritto processuale all'Unisannio, hanno “analizzato in profondità le ragioni costituzionali e processuali della riforma, cogliendone l’aspetto innovativo e di adeguamento all’ordinamento comunitario. L’indipendenza del pubblico ministero in Costituzione e il valore della democrazia partecipativa sono i tratti distintivi” secondo Baldini. Mentre il giudice Roberto Nuzzo, segretario della sottosezione di Benevento dell'Associazione nazionale magistrati ha “messo in guardia sui possibili rischi di questa riforma in termini di autonomia del giudice e di incidenza della quota politica nel giudizio disciplinare”.
