AGGIORNAMENTO 15 MAGGIO
Se non ci sarà il ricorso ad un rito alternativo, partirà il 30 giugno, dinanzi al Tribunale di Napoli, il giudizio immediato a carico delle sei persone che a marzo erano state arrestate nell'inchiesta antidroga della Dda e della Mobile partenopea su una presunta associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti (cocaina, hashish e marijuana) che operava nella zona compresa tra l’Arenaccia e il Borgo Sant’Antonio Abate. Tra loro anche una beneventana, Veronic Parisio, 44 anni, difesa dagli avvocati Michele Ciruolo e Nazzareno Fiorenza.
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Si è presentata con l'avvocato Michele Ciruolo, che l'assiste con il collega Nazzareno Fiorenza, agli agenti del Commissariato Vicaria. Era ricercata da alcuni gjorni Veronica Parisio, 44 anni, di Benevento, ma residente a Napoli, una delle sei persone colpite dall'ordinanza di custodia cautelare adottata nell'inchiesta antidroga della Dda e della Mobile partenopea su una presunta associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti (cocaina, hashish e marijuana) che operava nella zona compresa tra l’Arenaccia e il Borgo Sant’Antonio Abate.
Due le persone finite in carcere, le altre ai domiciliari: tra loro la Parisio, che aveva fatto perdere le sue tracce. Fino a questa mattina. Secondo gli inquirenti, la donna avrebbe custodito la 'roba' nella sua abitazione.
Intercettazioni telefoniche e ambientali avrebbero consentito, nonostante il linguaggio criptico, di raccogliere una serie di indizi in merito all’esistenza di un’organizzazione ben strutturata,con una ripartizione dei ruoli tra presunti promotori, finanziatori e coloro che si occupavano di nascondere lo stupefacente e di cederlo agli acquirenti.
