L'hanno perquisita i carabinieri, acquisenso il suo cellulare. E' quello di una giovane universitaria di Benevento, di nazionalità straniera, che sarebbe la causa scatenante del grave episodio accaduto ieri pomeriggio a Ceppaloni e anticipato da Ottopagine.
E' per lei che sarebbe stata esplosa la fucilata a pallini che aveva centrato ad un fianco, all'addome e ad un braccio, per fortuna in modo non grave, un 36enne di Benevento, trasportato al San Pio. A sparare sarebbe stato Simone I., 26 anni, di Ceppaloni, già ai domiciliari per furto, dalla scorsa notte in carcere su disposizione del sostituto procuratore Marilia Capitanio. Lui ed il fratello 32enne, quest'ultimo poi rilasciato, erano stati condotti in caserma e sottoposti allo stube.
Il via ad una serie di accertamenti conclusi con il fermo del 26enne, difeso dall'avvocato Gerardo Giorgione,e la denuncia del 32enne, assistito dall'avvocato Natascia Pastore. Questa mattina la perquisizione a carico della ragazza contesa -è rappresentata dall'avvocato Fabio Ficedolo -, con l'obiettivo di ricostruire, attraverso i contenuti del suo telefonino, i termini della vicenda.
Per il 36enne l'avvocato Fabio Russo.
