Doveva essere, nelle intenzioni, un chiarimento vis-à-vis, un faccia a faccia per dirsi le cose direttamente, senza intermediazioni. Era invece andata diversamente, e solo per un caso quel chiarimento non si era colorato delle tinte del dramma. Avrebbe potuto farne le spese A.V., 36 anni, di Benevento, centrato ad un fianco e ad un braccio dai pallini di una fucilata. E' ancora al San Pio, in attesa di essere operato all'arto superiore, per estrarre i piombini che lo hanno trafitto.
E' la vittima dell'episodio accaduto sabato pomeriggio lungo la strada che dall'Appia conduce a San Giovanni di Ceppaloni, per il quale è finito in carcere Simone Iannace, 26 anni, di Ceppaloni, al quale sono state contestate le ipotesi di reato di tentato omicidio e porto illegale di un fucile che non sarebbe stato rinvenuto dai carabinieri, che conducono le indagini, dirette dal sostituto procuratore Marilia Capitanio.
Nella tarda mattinata di domani comparirà dinanzi al gip Roberto Nuzzo, al quale, se non sceglierà il silenzio, potrà offrire, difeso dall'avvocato Gerardo Giorgione, la sua versione sui fatti. Una brutta storia anticipata da Ottopagine, che sarebbe sottesa dall'interesse che la parte offesa, assistita dall'avvocato Fabio Russo, e l'indagato nutrirebbero nei confronti di una giovane universitaria di nazionalità straniera, residente a Benevento, rappresentata dall'avvocato Fabio Ficedolo.
E' stata perquisita il suo cellulare è nelle mani degli investigatori, attenzione puntata su chiamate e messaggi, soprattutto quelli delle ore precedenti l'accaduto. Quando il 36enne, partito dal capoluogo, aveva incontrato il 26enne, probabilmente, per un confronto chiarificatore. Parole sovrastate dal rumore di quella fucilata che aveva fatto temere il peggio, per fortuna scongiurato.
(foto di repertorio)
