Chiuso in cella Santamaria attende di sapere se dovrà restare ancora in carcere

Benevento. Il 21 aprile il Riesame decide se confermare o meno la custodia cautelare a Capodimonte

chiuso in cella santamaria attende di sapere se dovra restare ancora in carcere
Benevento.  

Martedì prossimo saranno trascorse oltre tre settimane dal momento in cui è stato arrestato. Era il 30 marzo quando Gennaro Santamaria, 63 anni, ex dirigente del Comune di Benevento, era stato condotto in carcere dai carabinieri per una ipotesi di concussione ai danni di un geometra, amministratore di una società di progettazione, dal quale avrebbe preteso la somma di 70mila euro per sbloccare alcune pratiche edilizie.

Era stato fermato in flagranza di reato, gli erano stati trovati addosso 4mila euro in contanti -80 banconote da 50 euro-: una cifra ritenuta la prima tranche di quella complessiva. Altri 150mile e passa euro erano invece stati scovati nella sua abitazione, contenuti in 30 buste, alcune intestate Comune di Benevento, Città di Benevento e Camera dei deputati, ciascuna con 5mila euro.

Dal 30 marzo Santamaria è in cella, dove è rimasto dopo l'udienza di convalida, quando il gip Maria Amoruso ha adottato nei suoi confronti una ordinanza di custodia cautelare nella struttura di contrada Capodimonte, ritenendo sussistenti il pericolo di inquinamento probatorio e di reiterazione del reato. Una misura contestata dalla difesa- gli avvocati Andrea De Longis e Antonio Di Santo – che l'ha impugnata con un ricorso che martedì prossimo, 21 aprile, sarà discusso dinanzi alla 12esima sezione del Riesame di Napoli. E' il Tribunale che dovrà decidere se le esigenze cautelari possano essere salvaguardate solo con il carcere, confermando, dunque, l'ordinanza chiesta dal pm Maria Colucci, o se lo possano essere anche con la custodia agli arresti domiciliari (con braccialetto elettronico) che i difensori di Santamaria considerano idonea.

E' una inchiesta che, al di là degli aspetti legati alla contingenza, potrebbe aver schiuso importanti prospettive investigative. Nomi, cifre e potenziali sviluppi corrono di bocca in bocca, ma il chiacchiericcio non è materia da poter portare in un'aula. Potrebbero esserlo, invece, gli elementi che le indagini potrebbero acquisire con il riscontro a quei nomi e a quelle cifre presenti su alcuni fogli e in una pen drive. Insomma, una storia di cui sembrano poter essere scritti ulteriori capitoli, mentre Santamaria attende di sapere se dovrà continuare o meno a rimanere in carcere.