Il fatto non sussiste. E' la formula con la quale il Tribunale (preseidente Pezza, a latere Murgo e Buono) ha assolto il brigadiere capo dei carabinieri Rosario Gliottone (avvocato Umberto Del Basso De Caro) e Libero Tozzi (avvocato Giovanni Palermo), titolare di un'impresa edile, per i quali il pm Flavia Felaco aveva chiesto la condanna a 4 anni e 6 mesi per corruzione e rivelazione di segreti d'ufficio.
Si tratta di una vicenda che risale al 2020, per la quale, dopo la condanna con rito abbreviato in primo grado per induzione indebita a dare o a promettere utilità, è stato assolto in appello un altro militare, anch'egli assistito dall'avvocato Del Basso De Caro, che, al pari del collega, era in forza alla Stazione di San Bartolomeo in Galdo.
Secondo gli inquirenti, i due militari avrebbero ricevuto da Tozzi, attraverso la proprietaria di un distributore di carburante a Reino, presunte “somme di denaro ed altre regalie con cadenza periodica consistenti nel rifornimento di gasolio delle loro auto”.
Ad occuparsene sarebbe stata la titolare dell'impianto, che avrebbe poi addebitato il relativo importo, pari a 50 euro ciascuno, a Tozzi. Un altro episodio risale al 4 luglio del 2020, quando, “mandato da Tozzi e previo accordo con Gliottone”, l'altro carabiniere avrebbe raggiunto il distributore ed avrebbe ricevuto cinque buoni carburante del valore di 50 euro ciascuno.
Tutto ciò dopo un episodio che si sarebbe verificato il 22 giugno a San Bartolomeo, con Gliottone che, inducendo in errore un collega, che aveva fatto un acceso alla banca dati Aci, avrebbe ottenuto informazioni su un'auto che avrebbe poi divulgato a Tozzi che gliele avrebbe richieste.
