La Procura avrebbe voluto che restasse in cella, ma il gip Maria Amoruso, convalidato l'arresto, lo ha rimesso in libertà dopo averne raccolto le scuse, la vergogna provata, accompagnata dalle lacrime versate quando ha dovuto rispondere alle domande e fornire una spiegazione al suo comportamento. Lo ha attributo ad un momento di sbandamento il 35enne, residente in un centro della provincia non distante da Benevento, finito in carcere per le ipotesi di reato di detenzione e diffusione di materiale pedopornografico.
Gliele ha contestate la polizia postale sannita al termine di una perquisizione ordinata dalla Procura di Napoli, competente per questi reati. Gli agenti hanno rinvenuto nel suo Samsung Galaxy e in un pc in disuso 400 foto e 180 video raffiguranti bambine in tenera età intente a compiere o subire atti sessuali. File che avrebbe poi condiviso in alcuni gruppi Telegram con altri utenti.
Difeso dagli avvocati Viviana Olivieri e Ornella Mazzeo, il giovane è comparso oggi dinanzi al Gip, dicendosi particolarmente dispiaciuto per ciò che ha combinato, anche per il dolore inevitabilmente arrecato ai genitori, che lo avevano visto portar via con addebiti pesantissimi. Al termine, come detto, il giudice lo ha scarcerato, senza adottare alcuna misura nei suoi confronti.
