Le esigenze cautelari si sono attenuate, come il pericolo di inquinamento probatorio. Ecco perchè, a distanza di meno di due mesi,. Gennaro Santamaria lascia il carcere, nel quale era entrato il 30 marzo, e va ai domiciliari. Lo ha deciso il gip Maria Amoruso, accogliendo la richiesta avanzata dagli avvocati Andrea De Longi e Antonio Di Santo, e alla quale aveva dato parere favorevole il pm Maria Colucci.
E' la conseguenza dei cinque interrogatori, al momento conclusi, resi dall'ex dirigente del Comune arrestato in flagranza dai carabinieri per una presunta concussione ai danni di un geometra, amministratore di una società di progettazione, dal quale avrebbe incassato 4mila euro in contanti: la prima tranche della somma di 70mila euro che avrebbe preteso per sbloccare alcune pratiche edilizie.
Il faccia a faccia iniziale con il procuratore Nicola D'Angelo e il sostituto Colucci risale, come anticipato da Ottopagine, al 6 maggio. Primo di una serie di incontri, poi, con il procuratore aggiunto Gianfranco Scarfò e la stessa dottoressa Colucci: sono andati avanti, complessivamente, ipotizzando una media di tre, per oltre quindici ore: un lasso di tempo servito a Santamaria per rispondere alle domande degli inquirenti non solo sull'episodio contestato, ma anche e soprattutto su nomi, lavori e cifre riportati su alcuni fogli e una pen drive sequestrati all'indagato: una sorta di 'libro mastro' che fa ipotizzare l'esistenza di un presunto sistema.
Un atteggiamento collaborativo evidentemente ritenuto soddisfacente dalla Procura, che ha dato il via libera all'istanza di scarcerazione di Santamaria, disposta oggi dal Gip, che aveva adottato la custodia cautelare a Capodimonte per la sussistenza dell'inquinamento probatorio in una fase delicata dell'inchiesta che potrebbe rappresentare un tassello particolarmente importante in un'attività investigativa che non è escluso potrebbe essere stata avviata già in precedenza.
Come si ricorderà, quando era stato fermato dopo essere uscito dal bar di un impianto di carburante al rione Libertà, Santamaria era stato trovato in possesso di 4mila euro,mentre altri 150mila euro erano stati scovati nella sua abitazione, contenuti in 30 buste, ciascuna con 5mila euro, custodite in una cassaforte. Nella stessa occasione erano stati sequestrati un Iphone e un Ipad di cui è in corso la copia forense, la cui esecuzione era stata affidata il 7 maggio nel corso di una udienza per la quale erano state 'avvisate' due indagate: Antonella Moretti (avvocato Sergio Rando) e Maria Antonella Matticoli (avvocato Gabriele Melogli), rispettivamente dirigente (ora ex) e funzionaria del settore Urbanistica, e la parte offesa, rappresentata dall'avvocato Roberto Prozzo.
