Si conclude oggi l'astensione dalle udienze decisa dall'Unione delle Camere penali italiane dall'8 al 12 giugno per protestare contro le intercettazioni in carcere tra detenuti e difensori. Una protesta sulla quale interviene l'avvocato Simona Barbone, componente della Giunta dell'Unione Camere Penali Italiane
Da lunedì 8 e fino ad oggi gli avvocati penalisti di tutta Italia hanno esercitato la più forte forma di protesta, l'astensione dalle udienze e da ogni attività giudiziaria. I cittadini devono comprendere che ad essere calpestato non è un interesse di categoria ma un diritto, costituzionalmente garantito. I fatti accaduti nel carcere di Perugia sono di una gravità inaudita e destano forte preoccupazione per modalità di gestione delle indagini da parte di alcune Procure in spregio della Costituzione, della CEDU e del Codice di Procedura Penale.
Per sei mesi decine di avvocati sono stati intercettati mentre erano a colloquio con i propri assistiti nel luogo in cui i detenuti affidano le proprie verità e le proprie speranze a coloro che per legge ne custodiscono la riservatezza e la segretezza. I colloqui tra avvocato e assistito non possono essere intercettati e se ciò avviene l'intercettazione deve essere immediatamente interrotta e distrutta. È inaccettabile la giustificazione della inutilizzabilità laddove ormai sono state captate strategie difensive e colloqui riservatissimi registrati in modo indiscriminato. L'Unione delle Camere Penali Italiane ha richiesto l'intervento del Ministro della Giustizia e del CSM affinché si faccia piena luce su questa vicenda che ha travolto in radice uno dei principi fondamentali dello Stato di diritto, il diritto di difesa.
