Ispezione nel ristorante, i controlli: prescrizione per medici e titolari ditte

Benevento. La sentenza del Tribunale per 14 persone

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Benevento.  

Ha dichiarato il non doversi procedere per intervenuta prescrizione delle accuse, tranne quella di abuso d'ufficio, per la quale ha assolto, perchè il fatto non è più previsto dalle legge come reato, gli imputati ai quali era stata contestata. Così il Tribunale (presidente Pezza, latere Murgo e Buono) nel processo a carico delle quattordici persone coinvolte in una indagine dei carabinieri del Nas di Salerno sui controlli, e non solo, nelle attività commerciali.

Le imputazioni, a vario titolo: falso materiale commesso da pubblico ufficiale e da privato, abuso d'ufficio, falso ideologico, omissione in atti di ufficio, rivelazione di segreti di ufficio. La prescrizione è scattata per Michele Sanzari, di Telese, all'epoca responsabile del servizio Unità operativa prevenzione collettiva dell'Asl distretto di Sant'Agata dei Goti; Giovanni Matarazzo, di Vitulano, dirigente medico presso l'Unità operativa del Servizio veterinario Igiene alimenti origine animale; Dorota Jadwiga Wojciak, di Durazzano, Pietro Di Nuzzo, di Durazzano, rispettivamente titolare e gestore di fatto di un ristorante, Francesco Pengue, di San Lorenzo Maggiore, biologo, dipendente Arpac, ;Lucia Antonio Vitale, medico, moglie di Sanzari, Adele Sanzari, di Telese, Daniela Mondrone, di Limatola, amministratore di una società, Antonio Mauro, di Dugenta, titolare di una ditta, Giuseppe Lavorgna, di San Salvatore Telesino, titolare di una ditta di servizi di consulenza sulla sicurezza e l'igiene dei posti di lavoro, Giandomenico Petrillo, di Cusano Mutri, titolare di una agenzia funebre, Donato Lombardi, di Tocco Caudio, responsabile dei Servizi demografici del Comune di Tocco Caudio, Vincenzo Ferraro, di Tocco Caudio, titolare di una impresa di pompe funebri, Stefano Romano, di Cautano, medico convenzionato con l'Asl.

Il pm Olimpia Anzalone aveva chiesto la dichiarazione di prescrizione, incrociando il consenso dei difensori: gli avvocati Angelo Leone, Sergio Rando, Mario Palmieri, Ettore Marcarelli, Angelo Riccio, Carlo Marino, Vincenzo De Blasio, Francesco Fusco, Vittorio Fucci, Veronica Pasquino, Maria Carmine Maturo, Enrico Francesca, con l'eccezione dell'avvocato Giovanni Procaccini, che aveva sollecitato l'assoluzione del suo assistito, Romano, perchè il fatto non sussiste o non costituisce reato. Un richiesta non accolta dal collegio giudicante, che ha dichiarato anche per lui la prescrizione

Il punto di partenza dell'inchiesta era stata una ispezione nell'aprile del 2018 in un ristorante a Durazzano che si era conclusa con alcune prescrizioni: in particolare,interventi di adeguamento di cui due giorni dopo era stato attestato, dai due funzionari Asl, il completamento, che si era tradotto nella ripresa del lavoro. Attenzione puntata, poi, sui presunti mancati controlli in un impianto di macellazione a Bonea e in locali a Frasso Telesino, Durazzano e Sant'Agata dei Goti che, sostenevano gli inquirenti, si fornivano costantemente, dietro corrispettivo, delle prestazioni professionali di una società che opera nel settore della consulenza in materia di sicurezza alimentare e di autocontrollo.

E ancora: nel mirino sono finite anche la rivelazione, in favore degli interessati, del contenuto degli esposti contro alcune attività, le attestazioni sui giudizi di idoneità dei lavoratori, le dichiarazioni di presenza di conflitti di interessi, le certificazioni su due decessi e di malattia. Tutto azzerato dal tempo trascorso.