L'inchiesta, all'epoca, fece clamore, ma è praticamente finita nel nulla. Perchè, dopo l'archiviazione decisa nel 2023, su richiesta dalla Procura di Benevento, delle accuse di associazione per delinquere e falso prospettata nei confronti di più persone, ora è arrivata anche l'assoluzione, perchè il fatto non sussiste, per i tre imputati ai quali era contestato l'addebito di corruzione, sul quale, per competenza, era stata interessata la Procura di Roma.
La decisione del Tribunale capitolino riguarda Roberto Gentilini,, di Castel Gandolfo, Mario Amedeo D'Acunto, di Roma, e Alfonso Dabanello, di Marcianise, difesi rfispettivamente, dagli avvocati Salvino Mondello, Valeria Crudo e Bernardino Lombardi. Erano stati chiamati in causa per gli attestati Soa, uno dei capitoli di un'attività investigativa della guardia di finanza che, come si ricorderà, aveva messo nel mirino il rilascio delle certificazioni Iso, che attestano, in soldoni, la 'qualità' delle imprese. Certificazioni ritenute dagli inquirenti contraffatte in riferimento alla predisposizione della documentazione di audit; in pratica, non sarebbero state operate le verifiche necessarie. Attenzione puntata sulla Inq, una società di Benevento che svolge attività di organismo internazionale di certificazione.
Il gip Gelsomina Palmieri aveva scritto la parola fine, con l'archiviazione, sull'associazione ed il falso, perchè “gli elementi probatori raccolti non consentono di ravvisare a monte una struttura associativa sorretta sia da un pactum sceleris tra gli indagati, sia dalla consapevolezza e dalla volontà di far parte di un'associazione dedita in modo stabile ala commissione di reati di falso”. A distanza di oltre 3 anni, infine, a Roma, dopo la prescrizione di alcuni falsi già scattata per l'esclusione dell'aggravante, l'assoluzione dall'accusa di corruzione, perchè il fatto non sussiste.
