Appalti e tangenti, la necessità di tenere la contabilità con cifre e nomi

Benevento. Due indagini, un elemento in comune

appalti e tangenti la necessita di tenere la contabilita con cifre e nomi
Benevento.  

La premessa è d'obbligo: si tratta di due indagini, una in corso, l'altra chiusa. Si parla di appalti e gare pubbliche, e non solo, sulla cui aggiudicazione aleggia il sospetto, che dovrà ovviamente essere confermato o meno da un eventuale dibattimento, che siano volate tangenti a gogò. Da una parte il Comune di Benevento, dall'altra enti delle province di Caserta e Benevento. L'ipotesi è che siano state versate somme di denaro per acquisire la realizzazione di determinati interventi. Un quadro che chiama in causa dirigenti e funzionari, tecnici, imprenditori e figure di 'raccordo' tra i diversi interessi in campo.

C'è un elemento che emerge nei due filoni investigativi e sembra prospettare un 'modus operandi' comune: è quello di raccogliere e conservare i riferimenti a presunti incassi, alle presunte dazioni ed alla loro suddivisione. Dati presenti in appunti e fogli manoscritti, nei cellulari e nei computer di alcuni indagati. Che, evidentemente, avevano bisogno di tenere in ordine una sorta di 'contabilità' per evitare una confusione sempre possibile quando la platea degli interessati è ampia ed è dunque praticamente impossibile tenere a mente ogni 'movimento'.

Da qui la necessità di un vero e proprio 'libro mastro', con nomi, indicazioni più generiche e cifre: materiale sequestrato dagli inquirenti per procedere ai riscontri. Perchè chiunque può scrivere ciò che vuole, ma ciò che importa, ai fini dell'accertamento giudiziario, è individuare una corrispondenza tra parole e fatti. Tra una tendenza ragionieristica e la definizione di un fenomeno, quello di presunte concussioni e corruzioni, che altera il libero mercato, il rispetto del diritto di ogni cittadino ad avere, se dovuto, ciò che gli spetta, senza costrizioni e accordi. Una conseguenza devastante rispetto alla quale impallidisce anche il pensiero di quella 'contabilità' che, in attesa delle dovute verifiche, inevitabilmente indigna l'opinione pubblica.