Dda: intercettazioni e dichiarazioni Morzillo per condanne Bisesto ed altri 12

Benevento. Blitz in Valle Caudina, le motivazioni della sentenza

dda intercettazioni e dichiarazioni morzillo per condanne bisesto ed altri 12
Benevento.  

Da una parte i risultati delle intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche, e le “deposizioni dei testi dell'accusa- non è invece stato “particolarmente significativo l'apporto fornito in particolare dalle persone offese dei reati, come nella gran parte dei procedimenti vertenti su reati riconducibili ad associazioni a delinquere di stampo mafioso”-, dall'altra le dichiarazioni “confessorie ed eteroaccusatorie di Pietrantonio Morzillo”, che era già stato condannato con rito abbreviato a Napoli, che “non è apparso mosso da alcun sentimento di vendetta o rivalsa contro i correi, ma dalla volontà, a seguito dei reati commessi, di voler collaborare con la giustizia al fine di cambiare stile di vita”.

Sono i lati della cornice che racchiude le motivazioni della sentenza, che ora le difese possono appellare, con la quale il Tribunale di Benevento (presidente Pezza, a latere Telaro e Lignelli) lo scorso 27 maggio ha deciso 13 condanne e 4 assoluzioni per le 17 persone rimaste coinvolte nell'ottobre 2023 nell'inchiesta antiestorsione e antidroga dei carabinieri di Montesarchio in Valle Caudina.

Le accuse a vario titolo: associazione per delinquere di stampo camorristico, associazione finalizzata allo spaccio di stupefacenti, danneggiamento, detenzione di materiale esplodente e di armi, con l’aggravante del metodo mafioso.

Dopo aver ricordato che il processo ha avuto “ad oggetto l'accertamento dell'esistenza di un'organizzazione di stampo camorristico, denominata “Clan Pagnozzi”, operante in Valle Caudina e, precisamente, in San Martino Valle Caudina, Montesarchio, Sant’ Agata dei Goti, Airola, Moiano, Dugenta e territori limitrofi, nonché una serie di specifici episodi delittuosi riconducibili ad alcune delle principali attività criminali del clan”, i giudici valutano le singole posizioni, indicando le ragioni delle condanne e delle assoluzioni.

Queste le pene, in particolare: 3 anni ad Antonietta Abenante (avvocato Carla Maruzzelli), di S. Agata dei Goti,,  24 anni a Luigi Bisesto (avvocato Ettore Marcarelli), di Sant'Agata dei Goti, 20 anni a Raffaele Cesare (avvocati Michele De Luca e Giuseppe Annunziata), di Dugenta, 16 anni a Rinaldo Clemente (avvocato Mario Cecere), di San Martino Valle Caudina, 8 anni a Giovanni Coletta (avvocato Marianna Febbraio), di Montesarchio, 10 anni a Pasquale Landolfo (avvocato Mario Pasquale Fortunato), di Frattamaggiore, 8 anni a Pietro Luciano (avvocato Teresa Meccariello), di Bonea, 5 anni a Maria Antonia Lupo (avvocato Teresa Meccariello), di Bonea, 17 anni a Pietrantonio Mango (avvocato Vittorio Fucci), di Moiano, 5 anni a Salvatore Meccariello (avvocato Teresa Meccariello), di Moiano, 24 anni a Domenico Nuzzo (avvocato Danilo Di Cecco), di Santa Maria a Vico, 17 anni a Massimo Oropallo (avvocato Elisabetta Carfora), di Moiano, 3 anni a Roberto Rizzo (avvocato Gandolfo Geraci), di Napoli,assolto dall'addebito di minacce.

E veniamo al capitolo delle assoluzioni, che hanno riguardato Fiore Clemente (avvocato Valeria Verrusio), di San Martino Valle Caudina, Mario Razzano (avvocati Danilo Riccio e Osvaldo Piccoli), di S. Agata, Antonio Saturnino (avvocati Marcello Severino e Danilo Riccio), di Sant'Agata, Umberto Vitagliano (avvocato Valeria Verrusio), di San Martino Valle Caudina. Tutti assolti per non aver commesso il fatto.