Assunzioni al Comune: elettori, nipoti e figli... so' piezz' 'e core

Benevento. E' uno dei capitolo dell'inchiesta

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Benevento.  

"I figli so' piezz' 'e core" è una espressione napoletana che ha dato il titolo ad una canzone e a un film. Adattandola all'inchiesta su Santamaria e sul Comune di Benevento, sarebbe opportuna modificarla, aggungendo al termine figli quelli di elettori e, in un caso, nipote.

E' quanto racconta, in attesa che ne venga stabilita la veridicità, uno dei capitoli della richiesta di incidente probatorio avanzata dalla Procura. E' quello delle assunzioni a Palazzo Mosti: quattro quelle finite al momento nel mirino degli inquirenti. Risalgono al periodo tra dicembre 2024 e dicembre 2025, riguardano due assistenti sociali, un istruttore amministrativo ed un vigile urbano.

La tesi accusatoria è che sarebbero state sborsate presunte somme di denaro per l'occupazione di due elettori di altrettanti sindaci della provincia, della nipote e di un familiare di due imprenditori. Gli importi ipotizzati vanno da 20 a 30mila euro che sarebbero stati pagati in tre tranche. In un caso, ma anche con l'obiettivo di vedere velocizzate alcune procedure, sarebbe stata promessa una cifra più alta: 45mila euro, dei quali sarebbe stata versata poco più della metà. Circostanze che saranno ora al centro, oltre a quelle su lavori, appalti e incarichi, dell'appuntamento che il Gip fisserà per 'blindare' le dichiarazioni di Santamaria, che dovrà però rispondere anche alle domande degli indagati.