Rinviato a giudizio dal gup Loredana Camerlengo, così come chiesto dal sostituto procuratore Nicoletta Giammarino, l'ingegnere Gianvito Bello, 55 anni, di Benevento, chiamato in causa per la morte del professore Diodoro Cocca, 64 anni, originario di San Marco dei Cavoti, centro del quale era stato anche sindaco, ma da anni residente in città, avvenuta il 7 febbraio dello scorso anno.
Come si ricorderà, il docente del Liceo Scientifico Rummo aveva perso la vita lungo la statale Appia, investito dalla Mercedes guidata da Bello, ex assessore provinciale ai trasporti. Il dramma si era consumato tra le contrade San Vito ed Epitaffio.
Secondo gli inquirenti, mentre si trovava all'incirca al centro della carreggiata di destra, Cocca, che stava attraversando per raggiungere alcuni amici, per una pizza, era stato investito dalla Mercedes classe A che Bello stava guidando in direzione del capoluogo. In seguito all'impatto, il malcapitato era finito contro il parabrezza, poi era stato sbalzato sul tettuccio dell'auto e, infine, sull'asfalto.
Una ricostruzione alla quale la difesa, rappresentata dagli avvocati Vincenzo Sguera e Luigi Giuliano, opporrà quella fornita dal proprio consulente nel corso del dibattimento, che si aprirà il 10 maggio. I familiari della vittima, parti civili, sono assistiti dagli avvocati Nino Lombardi e Giorgio Dei Santi.
Enzo Spiezia
