Usura, quei soldi chiesti per cure, bollette e fitti arretrati

Un 37enne ai domiciliari. Indagate anche moglie e suocera. Operazione della guardia di finanza

Benevento.  

Poco più di un mese fa le fiamme gialle avevano fatto tappa presso il bar di via Napoli in cui lavora e di cui è ritenuto il gestore di fatto. Oggi, invece, lo hanno arrestato. Nel mirino dei finanzieri del Nucleo di polizia tributaria è finito Pasquale Parrella, 37 anni, di Benevento, pavimentista, colpito da un'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari emessa dal gip Flavio Cusani.

La misura è stata adottata in un'indagine diretta dal sostiuto procuratore Assunta Tillo e condotta dagli uomini del tenente colonnello Luca Lauro. Usura, questa l'ipotesi di reato contestata a Parrella, ritenuto responsabile del prestito di somme di denaro di diversa entità - da poche centinaia a migliaia di euro - a persone in difficoltà economica. C'era chi aveva bisogno di quei soldi per pagare le cure dei figli malati o disabili, chi per saldare bollette delle luce arretrate o, per evitare lo sfratto, fitti non versati. Gente senza alcuna speranza di accedere al mondo del credito, che si sarebbe rivolta a lui per ottenere ciò che serviva. Richieste esaudite nel giro di 24 ore, somme da restituire a determinate condizioni. E con tassi di interesse che oscillavano, secondo gli inquirenti, tra il 90 ed il 304%. In un caso, ad esempio, si sarebbe fatto promettere 17.100 euro in cambio degli 8500 prestati. Undici le presunte parti offese.

Parrella è difeso dall'avvocato Antonio Leone, che assiste anche la moglie e la suocera, indagate a piede libero. Per tutti e tre il Pm aveva proposto la custodia in carcere, ma il giudice è stato di diverso avviso. E, oltre a non ravvisare i gravi indizi rispetto ad un'ipotesi di estorsione prospettata con quella di usura, ha disposto gli arresti in casa solo per il 37enne.

 L'attività investigativa delle fiamme gialle, supportata anche da intercettazioni telefoniche disposte in un altro procedimento, avrebbe consentito di scoprire un giro di usura di strada. Cifre non molto consistenti, vitali, però, per le esigenze delle vittime. Nessuna di loro ha denunciato, ma quando sono comparse al cospetto dei finanzieri, non hanno potuto negare determinate circostanze. Dichiarazioni che il giudice ha definito credibili, attraverso le quali sono stati ricostruiti così i rapporti intercorsi con Parrella. (continua a leggere sull'App di Ottopagine) 

Esp