"Mio fratello minacciato di morte 15 giorni prima di delitto"

Omicidio di Antonello Rosiello, in aula Cosimo: "Mi disse che aveva paura d Paolo Messina"

Benevento.  

“Due settimane prima che venisse ucciso, mi raccontò che l'imputato l'aveva minacciato di morte. Se non pensate a me, ti sparo, gli aveva detto. Era spaventato, non era da lui. Cercai di tranquillizzarlo, non ritenevo Messina capace di un simile gesto”. Ecco perchè quando era corso in Questura, dove l'avevano informato che suo fratello Antonello, 41 anni, era stato ammazzato a colpi di pistola, Cosimo Rosiello aveva “fatto subito il nome di Paolo Messina”, 34 anni, di Benevento, accusato dell'omicidio dell'imprenditore nel settore della pasta rinvenuto senza vita in via Pisacane, al rione Libertà, nelle prime ore del 25 novembre 2013.

Da ottobre 2013 socio, con Antonello, ne 'Industria Pastaia sannita', Cosimo è stato ascoltato questa mattina nel processo in corso dinanzi alla Corte di Assise. Rispondendo alle domande del pm Nicoletta Giammarino, dei legali di parte civile (gli avvocati Vincenzo Regardi, Vncenzo Sguera e Massimiliano Cornacchione) e dell'avvocato Angelo Leone, difensore di Messina, seduto al suo fianco, ha spiegato di aver conosciuto l'installatore di impianti termoidraulici, in libertà dal gennaio 2015 dopo quattordici mesi di detenzione, “nel gennaio 2013, in occasione della festa per il mio 50esimo compleanno”, e di aver firmato “a maggio una carta a garanzia di 11mila euro prestati da Messina a mio fratello”. Incalzato dall'avvocato Leone, ha poi affermato di non sapere “se quei soldi siano stati restituiti, né se lo stesso sia avvenuto per altri 40mila euro”. Un situazione, quella economica della vittima, affrontata anche durante la deposizione della moglie. (continua a leggere sull'App di Ottopagine)

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