L'inchiesta, ora, è chiusa. Il passo successivo sarà la probabile richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura. Non prima dei venti giorni previsti dalla norma: un lasso di tempo nel quale la difesa depositerà un'istanza per l'interrogatorio dell'indagato. Lui – A.G, 53 anni – risiede in un centro della Valle Caudina ed è ritenuto responsabile di aver abusato sessualmente di una bambina. La figlia della donna con la quale all'epoca aveva una relazione.
E' una storia di cui ci siamo già occupati, finita al centro dell'attività investigativa avviata dalla Squadra mobile, e diretta dal sostituto procuratore Marcella Pizzillo, dopo la denuncia presentata nel novembre 2014. Su fatti che si sarebbero verificati tra il 2006 ed il 2009, che la minore avrebbe subito tra i 9 ed i 12 anni. L'uomo l'avrebbe violentata con cadenza mensile, mentre lei dormiva nel lettone di casa. Tra la mamma, che non si sarebbe mai accorta di alcunchè, e il suo compagno, con il quale il rapporto si sarebbe successivamente interrotto.
Affetta da un lieve ritardo cognitivo, la piccola aveva fatto le prime confidenze ad una zia, che le aveva poi riferite alla madre. Era stata però la psicologa che l'aveva già in cura a raccoglierne il racconto. E' con lei che si era aperta in modo compiuto, descrivendo ciò che sarebbe stata costretta a sopportare. Circostanze poi ripetute, e non senza comprensibili difficoltà, nello scorso marzo durante l'incidente probatorio, proposto dal Pm, dinanzi al gip Maria Ilaria Romano. In quella occasione la ragazza, assistita dall'avvocato Carmen Esposito, aveva ripercorso le fasi della vicenda alla presenza del 53enne – è difeso dall'avvocato Mario Cecere -, che dal canto suo ha sempre sostenuto di non averla mai toccata.
Esp
