Bimba uccisa, i carabinieri ascoltano alcuni minori

Incrocio delle testimonianze, attenzione puntata su quelle dei giostrai

bimba uccisa i carabinieri ascoltano alcuni minori
Benevento.  

Sono arrivati in caserma, a Benevento, accompagnati dai genitori. Inevitabile, perchè i ragazzi di San Salvatore Telesino che i carabinieri hanno ascoltato – e continuano a farlo -, sono minori. E' l'ulteriore tappa dell'inchiesta sulla terribile fine della piccola di 9 anni, rumena, che due mesi fa era stata rinvenuta senza vita nella piscina di un casale. Era il 19 giugno, il giorno della festa di Sant'Anselmo, patrono di San Salvatore.

La loro escussione si è resa necessaria per il lavoro di verifica ed incrocio tra le tantissime testimonianze raccolte dai militari e dal sostituto procuratore Maria Scamarcio, che dirige l'indagine con il Procuratore reggente Giovanni Conzo. L'attenzione è stata puntata, nell'occasione, sulle circostanze descritte, quando avevano deposto, anche loro come persone informate sui fatti, dai giostrai della provincia di Caserta che in quei giorni avevano installato le loro attrazioni in piazza Pacelli, l'area che costeggia la struttura ricreativa teatro del dramma.

I giostrai erano stati ascoltati nell'immediatezza della terribile vicenda, poi a distanza di alcune settimane. In seguito alle parole del papà della piccola – lui e la moglie sono rappresentati dall'avvocato Fabrizio Gallo -, che aveva sostenuto di aver notato nei pressi delle giostre, la sera precedente – il 18 giugno –, la presenza di due-tre giovani, a suo dire rumeni. Comparsi dinanzi ai carabinieri, i titolari degli impianti avevano escluso di aver mai avuto stranieri alle loro dipendenze, anche come aiutanti occasionali. L'attività investigativa avrebbe poi consentito di stabilire che si trattava di persone anche loro casertane.

Come è ampiamente noto, nell'inchiesta per omicidio e violenza sessuale sono stati fin qui chiamati in causa, a vario titolo, Daniel, 21 anni, connazionale della vittima, e la sorella Cristina, 29 anni, difesi dagli avvocati Giuseppe Maturo e Salvatore Verrillo. In attesa di capire in che modo sarà definito, anche alla luce dei risultati delle analisi dei Ris sugli abiti del 21enne e su un paio di calze trovate nella sua auto, il quadro complessivo, va ricordato che qualche giorno fa- come anticipato da Ottopagine – sono stati sequestrati copridivani, coperte, computer, iPad e macchina fotografica custoditi nel casale. Materiale anch'esso al vaglio, ora, degli specialisti della Scientifica dell'Arma.

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