“Negra di m..., dove stai andando?,” l'ha insultata quel tizio che le si è parato davanti, bloccandola, mentre tornava a casa. Lei ha reagito, ha urlato la rabbia per quell'offesa ricevuta. “Come ti permetti?”, ha replicato mentre lui, stringendole un polso, la teneva ferma e continuava a deriderla pesantemente. E quando è riuscita, finalmente, a divincolarsi, lui ha allungato le mani, palpandole il sedere. Non una periferia degradata ma il centro di Benevento come teatro di una storia di cui hanno fatto le spese una giovane di nazionalità straniera e, poi, il marito. Una bruttissima pagina sulla quale stanno indagando i carabinieri, che le vittime (sono assistite dall'avvocato Luca Guerra) hanno così ricostruito. Abitano nel capoluogo, dove gestiscono un'attività commerciale.
Quella sera di una decina di giorni fa la ragazza aveva deciso di rientrare un po' prima del coniuge, per questo, vista l'ora tarda – intorno all'una e mezza-, si era incamminata lungo il Corso Garibaldi, ancora affollato di gente. La bruttissima sorpresa si era materializzata poco prima di piazza Roma, dove aveva incrociato due uomini, uno dei quali le aveva sbarrato la strada e, dopo averle rivolto una serie di apprezzamenti a dir poco vergognosi, l'aveva trattenuta. Poi, un attimo prima che la malcapitata si liberasse della morsa e fuggisse, l'aveva molestata. Compiacendosi, infine, con il suo accompagnatore. Una bella risata tra i due, cosa mai di tanto grave avremo fatto, si saranno detti.
La donna aveva ripreso la sua marcia, aveva raggiunto il marito che, vedendola sconvolta, le aveva chiesto cosa le fosse capitato. Dopo averne raccolto il racconto, lui aveva deciso di tornare indietro, per capire chi si fosse reso protagonista di comportamenti tanto squallidi. Insieme avevano fatto a ritroso lo stesso percorso, fino a quando avevano individuato in un vicolo i due uomini. Erano all'esterno di un locale, con loro c'erano anche altre due persone, una delle quali non avrebbe avuto alcun ruolo in ciò che stava per verificarsi.
Secondo la versione della coppia, appena lui si era avvicinato, era infatti stato bersagliato da più pugni al volto, finendo sull'asfalto. E la stessa sorte era toccata alla moglie, anch'ella colpita da un cazzotto che l'aveva fatta rovinare a terra. Erano intervenuti i carabinieri, il poverino aveva fatto ricorso alle cure dei medici del Fatebenefratelli, che inizialmente lo avevano giudicato guaribile in sette giorni dopo avergli suturato alcune ferite al mento ed al sopracciglio. Una successiva tac aveva però fatto emergere l'esistenza di un ematoma che aveva reso indispensabile il trasferimento al Rummo. Una storiaccia.
Esp
