Nono appuntamento nel cartellone artistico 2025/26 dell’Accademia di Santa Sofia, sotto la direzione artistica di Filippo Zigante e Marcella Parziale e in collaborazione con il Conservatorio “Nicola Sala”, l’Università degli Studi del Sannio e il Banco BPM. Ieri, presso il Teatro Comunale Vittorio Emmanuele, si è esibito “La Vedova Allegra. Compagnia Italiana di Operette”.
L'operetta, ambientata a Parigi, parla del tentativo dell'ambasciata Pontevedrina di far sposare la ricca Hanna Glavari, rimasta vedova del banchiere di corte dello stato di Pontevedro, con il conte Danilo. La vedova è ora a Parigi e il sovrano di Pontevedro incarica il proprio ambasciatore a Parigi, barone Zeta, di trovarle un marito pontevedrino. L’ambasciatore Zeta e il suo cancelliere Niegus cercano un candidato e lo individuano nel conte Danilo Danilovich. Frattanto si intreccia la storia d'amore della moglie del barone Zeta, Valencienne, con il diplomatico francese Camille de Rossillon. Dopo tante schermaglie e sofferenze, Danilo dichiara il proprio amore a Hanna, che annuncia il suo matrimonio con Danilo. Ad accompagnare l’esibizione è stata l’orchestra del Conservatorio “Nicola Sala” di Benevento, composta da allievi e docenti e diretta da Maurizio Petrolo, che ha riprodotto la musica di Franz Lehàr.
Lo spettacolo trasporta lo spettatore all’interno di un elegante palazzo della Belle Époque, dove tutto appare sfarzoso e scintillante, dagli abiti impreziositi di lustrini alle scenografie raffinate. Fin dalle prime battute ci si immerge in una storia vivace, intrecciata di amore, intrighi e pettegolezzi. Il coinvolgimento dello spettatore è reso ancora più intenso dalla presenza degli attori, che rompono con ironia e leggerezza la “quarta parete”, creando un rapporto diretto e complice con il pubblico. I temi portati in scena risultano sorprendentemente attuali: l’amore e la gelosia trovano espressione nel rapporto altalenante tra Hanna Glawari e il conte Danilo, segnato da vecchi rancori e sentimenti mai spenti.
Accanto alla dimensione sentimentale, emerge il tema del denaro e dell’interesse nazionale: la ricchezza di Hanna, lasciatale in eredità dal defunto marito, trasforma il matrimonio in una questione politica, riducendolo a un vero e proprio contratto. Tuttavia, il filo conduttore più significativo è quello dell’emancipazione femminile. Sono, infatti, le donne a guidare il gioco: Valenciennes con il suo amante Camille, e soprattutto Hanna, circondata dai suoi pretendenti. Hanna è “la vedova allegra” non solo per il suo spirito brillante, ma anche perché, libera dai vincoli matrimoniali e forte della sua indipendenza economica, governa la propria vita con intelligenza e autonomia, sfidando apertamente le convenzioni sociali.
L’operetta si distingue per il suo tono vivace e frizzante, arricchito da canti, danze e momenti comici, che la trasformano in una vera e propria “favola musicale”, culminante nel celebre valzer che celebra il trionfo finale del vero amore. L’esibizione è stata preceduta dal preludio del direttore del Conservatorio “Nicola Sala” di Benevento, Giuseppe Ilario “Dalla musica all’umanità: riflessioni di un musicista in un mondo che cambia”. Prossimo appuntamento, il decimo, sabato 11 aprile, con il pianista Francesco Nicolosi, presso l’Auditorium Sant’Agostino.
