Arcos Open: tra ferro e visioni l’arte di Cavaiuolo accende Benevento

Al via "Terra, Fuoco, Ferra" primo tassello del progetto curato da Giuliana Ippolito

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Benevento.  

Il museo come luogo vivo, attraversato da persone, suoni, visioni. È da questa idea che nasce “Terra, Fuoco, Ferra”, la mostra di Antonio Cavaiuolo inaugurata sabato al Museo Arcos, primo tassello del progetto Arcos Open ideato e curato da Giuliana Ippolito.
Un’apertura partecipata, affollata, che segna l’avvio del ciclo “Radici contemporanee” e restituisce al museo la sua vocazione più autentica: essere spazio di comunità, dialogo e condivisione. Non solo esposizione, ma esperienza. Non solo opere, ma relazioni.

Al centro del percorso espositivo c’è il ferro, materia identitaria per Cavaiuolo, artista classe ’74 originario di San Martino Valle Caudina, cresciuto nella bottega del padre artigiano. Un materiale che nelle sue mani perde rigidità e diventa racconto: paesaggi interiori, simboli popolari, figure che oscillano tra memoria e immaginazione. «La freddezza si trasforma in qualcosa di affascinante», spiega l’artista, che attraverso la deformazione dei metalli dà forma a un viaggio personale, segnato da rispetto, radici e ricerca.

Il “giardino ferroso”, cuore della mostra, è concepito dalla curatrice, Giuliana Ippolito, come uno spazio sospeso tra realtà e dimensione onirica. Qui ogni opera è accompagnata da una sonorizzazione site specific firmata dal sound artist Vanni Miele, che trasforma la fruizione in un’esperienza multisensoriale. A dialogare con le sculture anche la performance del collettivo Intrasat e le contaminazioni visive di Kinetta Aps, che hanno raccontato il laboratorio dell’artista in un reSportage materico e immersivo.

Il risultato è un percorso emotivo che indaga il confine sottile tra sogni e paure. «Una lama di ferro sottilissima», la definisce Ippolito, che con Cavaiuolo ha costruito un vero e proprio viaggio nell’inconscio.

Soddisfazione anche da parte delle istituzioni. Il presidente della Provincia Nino Lombardi sottolinea il valore del patrimonio e della sinergia tra enti e operatori culturali, mentre il sindaco Clemente Mastella rilancia la necessità di inserire eventi come questo in una visione più ampia di sviluppo territoriale, capace di collegare cultura e turismo, costa ed entroterra.

La mostra, patrocinata da Provincia di Benevento, Sannio Europa e Conservatorio “Nicola Sala”, resterà aperta fino al 13 giugno 2026. Ma il segnale più forte arriva già dall’inaugurazione: Arcos come luogo vissuto, attraversato, condiviso. Un museo che si riapre alla città e prova, attraverso l’arte contemporanea, a raccontarne identità e futuro.