Un pubblico attento, partecipe e interessato a narrazioni nuove e più ampie dell’Egitto ha accompagnato, nella serata del 29 agosto alle ore 18.30 in Piazza Federico Torre a Benevento, la presentazione del volume “Voci dal Nilo”, scritto da Tommaso Scattolari, Chiara Cavalieri e Giovanni Barretta e pubblicato da 1818Publishing.
L’incontro si è svolto all’interno della 47ª edizione di “Benevento Città Spettacolo”, quest’anno dedicata al tema del Mediterraneo, una cornice particolarmente significativa per un libro che utilizza l’arte e l’opera come strumenti di conoscenza reciproca tra Paesi, culture e identità.
La serata ha restituito infatti un’immagine dell’Egitto capace di andare oltre archeologia, turismo e grandi narrazioni del passato, mettendo al centro anche la contemporaneità culturale del Paese, i suoi artisti, la sua tradizione lirica e il rapporto storico con l’Italia.
Tra i presenti il Console Onorario della Repubblica del Kirghizistan, Avv. Antonio Castiello, la cui sede consolare si trova proprio a Benevento, insieme a rappresentanti del mondo culturale, istituzionale e artistico.
Particolarmente apprezzato anche l’omaggio dell’artista Hassan Awad Eltabie, diplomato alla High Ballet Institute e già ballerino solista dell’Opera del Cairo, dove ha conosciuto Odette Marucci, anch’ella ballerina solista. Dopo numerose esperienze internazionali, nel 2024 Eltabie ha scelto di tornare in Italia, a Benevento, dove insieme a Marucci ha fondato BenArt Residenze Artistiche ETS, con sede presso il Piccolo Teatro Libertà.
La presentazione è stata resa possibile anche grazie alla sensibilità dell’Amministrazione comunale di Benevento, che ha accolto il progetto all’interno di una manifestazione capace di mettere in relazione cultura, identità territoriale e dimensione internazionale.
Un particolare riconoscimento è stato rivolto al Sindaco Clemente Mastella e all’Assessora alla Cultura Antonella Tartaglia Polcini, presente alla serata, per l’attenzione dimostrata verso un’iniziativa che ha saputo collegare il tema del Mediterraneo alla storia e alla vocazione culturale della città.
Benevento, del resto, possiede una relazione antichissima e sorprendente con l’Egitto attraverso il culto di Iside e le testimonianze archeologiche conservate sul territorio. Proprio questa connessione ha reso la città non soltanto sede della presentazione, ma parte integrante del racconto sviluppato durante l’incontro.
A moderare la serata è stata la giornalista de Il Mattino, Raffaella Preziosi, che ha accompagnato gli autori lungo il percorso del libro con equilibrio e delicatezza. La conduzione non si è limitata alla successione degli interventi, ma ha saputo creare un filo narrativo tra i diversi temi affrontati, restituendo in alcuni momenti la sensazione di una prosa nata dall’ascolto profondo delle parole e delle storie presenti nel volume.
Una moderazione che ha contribuito a rendere il confronto fluido, permettendo alle tre differenti prospettive degli autori di mantenere la propria identità e, nello stesso tempo, di dialogare tra loro.
Chiara Cavalieri, Presidente dell’Associazione Italo-Egiziana Eridanus, ha ripercorso il profondo rapporto fra l’Egitto e la tradizione lirica, ricordando come il Paese non possa essere raccontato soltanto attraverso politica, turismo o archeologia.
Dal Teatro Khediviale del Cairo alla nascita di una vera scuola lirica egiziana, fino alle interpreti contemporanee, l’Egitto ha saputo assimilare e reinterpretare l’opera europea trasformandola in parte della propria vita culturale. In questa prospettiva il Nilo diventa anche metafora di una civiltà capace di attraversare il tempo senza perdere la propria identità.
Giovanni Barretta, economista meridionalista e Presidente del Tavolo Tecnico dell’Intergruppo parlamentare “Sviluppo Sud, Aree Fragili e Isole Minori”, che peraltro ha patrocinato l’iniziativa, ha invece posto l’attenzione sul valore economico del turismo culturale ed egittologico. Lo scrittore ed economista beneventano ha, peraltro, spiegato le ragioni che legano Benevento all’Egitto, partendo dalla sua nobile storia, ricordando che in quest’’antica città, oramai parte del dominio romano, tra l’88 e l’89 d.C. fu eretto il grandioso Tempio di Iside, dea universale, della magia, della fertilità e della maternità
Benevento, con il proprio patrimonio storico-artistico legato al culto di Iside e con le numerose testimonianze egizie presenti sul territorio, può trasformare questa eredità in un vero attrattore culturale, collegando musei, turismo, ospitalità, artigianato e produzioni artistiche. La sinergia tra egittologia e opera può così generare nuovo pubblico e diventare una concreta strategia di sviluppo territoriale.
Tommaso Scattolari, Direttore di Opera24.it e Presidente della Commissione Opera dell’Intergruppo parlamentare “Sviluppo Sud, Aree Fragili e Isole Minori”, ha presentato Voci dal Nilo come parte di un progetto più ampio di diplomazia culturale.
L’opera, ha sottolineato, non è soltanto musica e teatro, ma anche lingua, memoria, identità e relazione tra i popoli. Raccontare gli artisti egiziani significa quindi conoscere l’Egitto contemporaneo attraverso le persone e costruire una relazione culturale realmente reciproca tra l’Italia e gli altri Paesi.
Il volume appartiene a una più ampia collana internazionale voluta da Scattolari e sostenuta da 1818Publishing, composta da 22 volumi, alcuni già in distribuzione, tra cui “Voci della Steppa”, “Voci del Vardar”, “Turandot” e altri progetti dedicati alle identità artistiche e culturali di differenti Paesi. L’obiettivo è costruire progressivamente una geografia internazionale dell’opera attraverso le storie degli artisti, andando oltre il curriculum per raccontarne identità, sacrifici, radici e dimensione umana.
Un libro dentro un progetto più ampio
Voci dal Nilo non nasce quindi come semplice raccolta di profili artistici. Il progetto utilizza le storie di cantanti e interpreti egiziani per costruire una narrazione più ampia del Paese, facendo dell’opera un terreno sul quale cultura italiana ed egiziana possano riconoscersi reciprocamente.
La presentazione di Benevento ha mostrato con chiarezza come il dialogo tra cultura, istituzioni ed economia possa generare un racconto diverso: non autoreferenziale, non limitato alla celebrazione del passato, ma orientato alla costruzione di nuove relazioni.
E proprio la scelta di presentare il volume durante un’edizione di “Benevento Città Spettacolo” dedicata al Mediterraneo ha dato alla serata un significato ulteriore. Perché il Mediterraneo, prima ancora di essere un confine geografico, è stato per secoli un sistema di scambi, migrazioni, lingue, musica, religioni e identità.
Il pubblico ha accompagnato la conversazione con attenzione e partecipazione, dimostrando interesse per temi che hanno restituito un’immagine dell’Egitto più complessa e contemporanea, ma anche per la possibilità di rileggere Benevento attraverso la propria storia e le connessioni antiche con la civiltà del Nilo.
Ed è forse proprio questo il risultato più significativo dell’incontro del 29 agosto: aver mostrato come un libro possa trasformarsi in uno spazio di relazione.
Un luogo nel quale l’opera incontra la diplomazia culturale, la memoria incontra il futuro e la storia può diventare una risorsa capace di produrre nuova conoscenza e nuove opportunità.
Per una sera, il Nilo e Benevento sono apparsi meno lontani di quanto suggeriscano le carte geografiche. E il Mediterraneo è tornato ad assumere il significato che la storia gli ha affidato per secoli: non una distanza fra le sponde, ma il luogo nel quale le sponde imparano a parlarsi.
