"Tanti problemi in città e la maggioranza si trastulla"

Il capogruppo Pd al Comune, De Pierro bacchetta anche il suo partito: "No a solite liturgie.."

tanti problemi in citta e la maggioranza si trastulla
Benevento.  

“In questi giorni si assiste ad un’effervescenza dialettica all’interno della maggioranza consiliare, probabilmente dovuta alla percezione, da parte dei più, di un certo senso di vacuità, che restituisce una realtà effettiva ove nessuna problematica ha sin qui trovato soluzione”. Così in una nota il capogruppo del Pd a Palazzo Mosti, Francesco De Pierro, interviene sugli ultimi avvenimenti con al centro della vita politica del Comune di Benevento.

“Un esempio lampante è la vicenda del dissesto che, a distanza di circa due anni dall’apertura, tiene ostaggio i cittadini e le imprese creditrici del Comune circa l’entità e la tempistica dei pagamenti dovuti, con buona pace dei tanti dibattiti sulla crisi dell’economia nella nostra città. Altra problematica – spiega De Pierro - assurdamente trascurata concerne la regolamentazione dei cosiddetti spazi “dehors”, anche in tal caso le contraddizioni, le lungaggini parolaie e l’inconcludenza varia, gettano sconforto negli operatori commerciali, i quali non riescono a programmare investimenti poiché privi di un quadro normativo certo; il tutto, nel mentre fervono imponenti sforzi intellettuali su come “rianimare” il centro storico.

Per carità di patria, nulla si dirà sull’aumento della Tari, della Tosap, sulle condizioni pressocché “amazzoniche” del verde pubblico in città, sull’assenza di progettualità per la percezione di finanziamenti regionali e comunitari da destinare all’innovazione, al miglioramento dei quartieri, alla valorizzazione dei siti storici, all’implementazione delle zone per gli investimenti imprenditoriali; in definitiva, l’economia cittadina è ridotta solo a poche iniziative di edilizia privata che qui e lì ha aperto qualche cantiere.

E nella maggioranza rimarca l'esponente del Pd -, al cospetto di tanta irresponsabile inerzia, ci si trastulla piacevolmente con polemiche personali, con qualche litigio social, con vane e mal riposte speranze di promozione politica, con vanità a tutto tondo, e così trascorrono gli anni dell’Amministrazione di centro-destra, variamente rinforzata, nella più imbarazzante inconsistenza.

Ad aggravare il quadro dei prossimi mesi ecco l’approssimarsi delle elezioni regionali con la discesa in campo di tante personalità; il dato costante, tuttavia, che alle candidature non corrisponde quasi mai un programma concreto, effettivo e realizzabile.

In Italia, da qualche tempo, c’è un noto Politico che, girando instancabilmente il nostro Paese, afferma “prima gli Italiani”, qui da noi, più pragmaticamente, ad ogni elezione, altrettanti noti Politici non perdono mai l’occasione per dichiarare “prima Io”. Per fare cosa? Forse è il caso di spiegarlo, altrimenti è più utile lasciare il campo alla sperimentazione di nuovi percorsi.

La speranza – conclude il capogruppo Pd a Palazzo Mosti - è che alla conquista delle cariche seguano risultati per il nostro territorio, altrimenti, senza alcuna distinzione partitica, elezioni ufficiali o primarie varie, la città è puntualmente declassata da corpo elettorale a mero comitato elettorale dell’aspirante di turno”.

De Pierro non manca di fare autocritica: “Il discorso chiaramente riguarda ogni schieramento, non escluso il Partito Democratico, che non può rinchiudersi nelle solite liturgie del suo ceto dirigenziale, con un territorio perennemente lasciato in balia degli eventi o di personaggi non aventi alcun legame con la nostra comunità. Non servono gli amministratori o i dirigenti calati dall’alto privi della consapevolezza delle grandi questioni locali.

Credo che sia terminata la stagione delle imposizioni esterne e del tatticismo esasperato, la gente vuol sentire parlare chiaro e forte, sicché qualsiasi posizione àfona è destinata a perdersi inesorabilmente; c’è necessità di tracciare direttive concrete e plausibili in un contesto alquanto mortificato sotto più punti di vista.

Non è più rinviabile il tema della scelta di nuove ed autorevoli classi dirigenti capaci di interpretare i tempi nuovi della politica nazionale e locale”.