Taglio parlamentari, l'allarme del presidente della Provincia

Di Maria: "A rischio le aree interne. Ora sarà decisiva la legge elettorale per evitare disparità"

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Benevento.  

“Il potere di rappresentanza nelle sedi legislative da parte dei territori delle aree interne e montane, caratterizzate da fenomeni diffusi di spopolamento e desertificazione, verrà ulteriormente a ridursi a tutto vantaggio delle conurbazioni metropolitane”. Questa la preoccupazione espressa dal presidente della Provincia di Benevento, Antonio Di Maria dopo l'approvazione definitivo dell'iter per il taglio di deputati e senatori votato ieri in Parlamento con una larghissima maggioranza.

Di Maria interviene anche in qualità di vicepresidente nazionale dell'Unione dei Comuni, delle Comunità e degli Enti montani (Uncem) e ritiene che “A meno che in sede di ridefinizione dei Collegi elettorali (conseguenza inevitabile di questa legge) si tengano nel dovuto conto le legittime istanze delle aree deboli. Se invece così non fosse ne deriverebbe una profonda ferita negli istituti della democrazia rappresentativa, una vera iattura per una rilevante fetta del Paese (e non solo della macroarea meridionale).

“Negli ultimi due mesi, quale rappresentante di una delle aree deboli del Mezzogiorno e quale rappresentante Uncem - ha dichiarato Di Maria - ho espresso, insieme all’Uncem, la convinzione che il taglio dei Parlamentari, approvato oggi in via definitiva, non deve tagliare la capacità democratica dei territori rurali e montani di eleggere i propri rappresentanti nelle Camere". 

"Sappiamo bene – ha spiegato poi Di Maria -, con tutti gli amministratori locali italiani che, a seguito della modifica costituzionale, cambia anche il numero medio di abitanti per ciascun parlamentare eletto. Fino ad oggi – spiega il presidente della Provincia - la rappresentanza per i due rami del Parlamento è sempre stata espressa con numeri importanti dalle città: se un condominio della periferia di Napoli conta più di venti Comuni quanti quelle delle aree interne quali il Tammaro o il Fortore, la conclusione da trarre è facile. I sistemi a preferenza e i sistemi elettorali con grandi circoscrizioni vedono soccombere i territori deboli ovvero le zone montane e rurali, i piccoli Comuni:il rischio concreto e reale per un territorio quale quello sannita e per le altre aree interne della dorsale appenninica è quello di non poter esprimere un proprio deputato e/o un proprio senatore. Chi difenderà dunque, in un futuro prossimo venturo, le aree interne della dorsale appenninica?”

Per questo motivo secondo Di Maria “E’ assolutamente necessario dopo questo voto disegnare con intelligenza ed attenzione i collegi elettorali per Camera e Senato individuando una compensazione territoriale, superando il solo numero di abitanti: in caso contrario, la montagna, le aree interne, le zone a bassa densità di abitanti, soccomberanno. In sostanza, vivremo una nuova stagione politica nella quale nelle Istituzioni, in Parlamento, non vi sarà una voce certa e continuativa per le aree rurali, ma solo una magari occasionale. Deputati e Senatori finiranno con il rappresentare non tutte le aree del Paese, ma, purtroppo, solo quelle urbane e più densamente popolate. Con buona pace del principio costituzionale dell’uguaglianza di tutti i cittadini”.

Il Presidente della Provincia di Benevento ha poi concluso: “Non possiamo accettare supinamente che questo pericolo si materializzi. Per questo, io, con l’ Uncem, apprezzo l’impegno di molti deputati e senatori che hanno ribadito che la legge elettorale sarà decisiva nell’evitare che pezzi importanti di Italia non siano più presenti in Parlamento con donne e uomini eletti. Il lavoro da fare nella legge elettorale e nel disegno delle Circoscrizioni sarà decisivo. Vogliamo avere fiducia in quanti oggi e nelle ultime settimane si sono espressi a favore di un riequilibrio della rappresentanza territoriale. I territori deboli della dorsale non possono restare in silenzio accettando di non avere più riferimenti in Parlamento. D’altra parte a perdere non saranno solo queste aree interne, ma tutto il Paese”.