Negli Stati Uniti lo chiamano «the game», il gioco, perché nessun altro sport come il basket sa regalare emozioni. Non ci credete? Chiedete ai circa duecento fortunati che mercoledì sera erano presenti al PalaParente per vedere quella, che almeno all’apparenza, sembrava una semplice partita di regular season tra due squadre, Sarno e la Magic Team, dove solo la prima si giocava veramente tanto. E’ stata certamente la partita più bella ed emozionante del campionato. Il motivo? E’ successo di tutto. Le due squadre hanno giocato una buona pallacanestro per trentacinque minuti, poi la tattica è andata a farsi benedire. Sono scesi in campo i nervi e le capacità atletiche. Perché in «the game», chi possiede entrambe queste qualità può arrivare lontano. Quarto periodo. Mancano sette secondi all’ultima sirena. Sarno è avanti di tre lunghezze (79 a 76) dopo aver avuto anche un vantaggio di dieci punti. Ma «the game» è «the game» e tutto può ancora accadere. Poi se in campo c’è Mattia Marchetti, alias «l’uomo dell’ultimo secondo» allora tutti sanno che quei sette secondi saranno lunghi, belli e sorprendenti. Rimessa Magic: la palla arriva a Ronconi che scarica su Marchetti che è ben marcato. La palla a spicchi torna a Ronconi, mancano tre secondi, ma il giocatore irpino giustamente non prende la tripla. Sa bene che è meglio dare la palla a Marchetti che riceve, manda al bar l’avversario e fa alzare in piedi tutto il PalaParente. 79 a 79, si va all’overtime. E questa volta l’epilogo non sarà lo stesso della partita contro Pozzuoli. La Magic Team è cambiata. E’ una squadra diversa e ha il morale a mille. Parrillo però ha già perso Pignalosa, un talento folle che può fare in ogni momento la differenza, capitan Fratini e Trionfo, mano educata e nervi saldi, per falli. Dall’altra parte per fortuna non c’è più Moccia, ex di turno, anche lui fuori per falli. Si comincia a giocare. Balestrieri lotta come un leone. Ucci detta il gioco sapientemente. E’ un giocatore da sistema e sa come comportarsi in queste situazioni quando è fondamentale saper giocare col cronometro. Ma i cinque minuti supplementari non bastano. Sul 104 a 104 la serata non ha ancora la sua regina. Ce ne vorranno altri cinque per decidere chi uscirà dal PalaParente a braccia alzate. La Magic Team mette in campo anche le energie che non ha. Trova canestri importanti come quello di De Gregorio e scappa via. Sembra fatta ma Sarno non molla. E’ sempre lì. Ronconi a due secondi dalla fine mette a segno un tiro libero fondamentale. Robinson batte la rimessa laterale lanciando lungo. Insomma, «in the box», come se si trovasse su un campo verde di cento e più metri. Il lancio però è preda di Balestrieri. La palla è nelle mani della Magic Team, ed era l’ultima della sfida che ora è finita. Il tabellone recita 112 a 109 per la squadra di casa, ma se potesse parlare avrebbe tante altre cose da raccontare. Del resto è appena andata in scena la partita infinita. Quella vinta dalla squadra che ha messo il cuore sul rettangolo di gioco e che ora guarda al futuro con maggiore fiducia. Del resto questo è “the game» il gioco che fa impazzire in tutto il mondo e nel quale si può sognare anche di scalare la classifica.
Magic Team, la partita infinita può essere la svolta
Battuto Sarno 112 a 109 dopo due tempi supplementari
Benevento.
