Programmi rispettati, con qualche rammarico. Il secondo posto sarebbe potuto essere anche un primato, nessuno avrebbe gridato allo scandalo. In fondo i 37 punti del Benevento dopo 18 giornate sarebbero valsi il primo posto negli altri due gironi di Lega Pro, con avversari importanti lasciati per strada. Il presidente Vigorito ammette che le cose se le aspettava grosso modo così: “Il nostro obiettivo era quello di stare ai vertici e forse abbiamo fatto persino più punti di quanti mi aspettassi. Di una cosa sono però certo: per quello che abbiamo dato forse avremmo meritato il primo posto. Però essere alle spalle della Salernitana non può essere un nostro demerito: i granata hanno viaggiato alla velocità della luce, facendo la bellezza di 40 punti. Se provassimo a fare una proiezione dovremmo pensare che questo campionato si potrà vincere addirittura ad 80 punti”. Trovare sulla propria strada una squadra fortissima è stato un po’ il destino della strega in questi ultimi anni, una tradizione negativa che si spera finalmente di sfatare: “La verità è questa: quando siamo stati all’altezza abbiamo sempre incrociato una squadra di marziani. Spero solo che le vecchie esperienze ci siano utili”. Le gerarchie nel girone C di Lega Pro sembrano essersi per lo più delineate, i pronostici sono stati in parte rispettati: “Sorprende in negativo il Lecce. Dopo la vittoria a Benevento tutti l’avevano indicato come la squadra che avrebbe ammazzato il campionato. E invece si sono sbagliati tutti. Non si possono trinciare giudizi sin dal mese di novembre, serve tempo. Sorpresa positiva è la Juve Stabia, non me l’aspettavo così in alto”. Il Benevento si appresta a trascorrere un Natale sereno, sono poche le stagioni in cui la squadra è stata così in alto prima delle festività. Segno che qualcosa è cambiato: “Credo siano maturati società e pubblico. Ci ha premiati la scelta di calciatori che siano innanzitutto uomini. Questo è un gruppo che ha saputo soffrire, che ha saputo percorrere una strada resa tortuosa dai tanti infortuni. Sfido chiunque a fare 37 punti con tutti i problemi che abbiamo avuto. Penso che questa squadra abbia il ‘dna’ di quella che perse la finale col Crotone. E’ una considerazione non tecnica, ma morale. Questi sono giocatori che credono in quello che stanno facendo”. Futuro. Si dice che a gennaio cominci per tutti un altro campionato. Incombe il mercato, le squadre cambiano pelle, anche quelle che hanno finora ottenuto grandi risultati. “Non so ciò che faranno gli altri – spiega il presidente – so quello che faremo noi. Agiremo col bisturi, perchè abbiamo grande stima in questo gruppo e non l’andremo certo a toccare. Se verrà qualcuno dovrà essere dotato di grande umiltà, non correremo il rischio di prendere una “star” della C che potrebbe rendere meno di quello che vale, né vogliamo ingaggiare giocatori che possano creare dualismi deleteri con chi è già in rosa”. Qualcuno insiste sul fatto che il Benevento abbia un organico troppo ristretto. Il presidente dissente: “Per noi la rosa deve essere formata da 22 elementi, undici titolari e undici che possono togliergli il posto. In questo momento ne abbiamo 24, più di due per ogni ruolo. Come numero vogliamo rimanere gli stessi, sperando che non ci siano altri infortuni come quelli che sono capitati in avvio di stagione. A quel punto non basterebbe una rosa di 40 giocatori”. D’Agostino. A proposito di nuovi giocatori non si può non soffermarsi su Gaetano D’Agostino, appena arrivato nel gruppo giallorosso: “Mi va di sottolineare lo stato d’animo del giocatore al termine della partita col Cosenza e quello della moglie quando è arrivata a Benevento. La signora D’Agostino ha avuto grandi apprezzamenti per la città e per l’organizzazione societaria, assicurando che non le capitava qualcosa di simile dai tempi di Udine. Il giocatore ha detto di essere felice di aver accettato Benevento, aggiungendo di sapere ciò che si diceva sul nostro conto ma di aver sempre pensato che fossero solo chiacchiere. Ora che ha toccato con mano, non può che essere felice”. Sul piano tecnico al Benevento mancava un giocatore così: “La presenza di un leader dà tranquillità e geometrie e a noi uno così è mancato tanto. Questo fa capire ancora di più quanto valgono i 34 punti conquistati senza di lui, De Falco e Doninelli. C’è stato un grande lavoro di gruppo che in fondo ci ha premiato. Oggi, con un D’Agostino in più, possiamo pensare ad un futuro migliore di quei 34 punti. Non possiamo, né vogliamo nasconderlo: puntiamo decisamente al primo posto”.
Vigorito: "Sfido tutti a fare 37 punti con i nostri problemi"
Il presidente Vigorito tra passato, presente e futuro al termine di un 2014 chiuso ai vertici
Benevento.
