Conferenza stampa in vista della sfida con il Genoa per Roberto De Zerbi. Ecco le sue dichiarazioni:
“Con la squadra abbiamo parlato della risposta del pubblico, quindi ci teniamo a chiudere le gare casalinghe in maniera dignitosa. Lo dobbiamo alla gente. Per la gara di domani recuperiamo Tosca dall'infortunio. Perdiamo Iemmello e Billong. Il primo per un riacutizzarsi del problema che aveva: si ferma definitivamente per trovare una soluzione finale. Abbiamo convocato Pinto dalla Primavera. Tutti gli altri stanno bene. Djuricic è ancora fuori. Guilherme dovrebbe tornare la settima prossima e probabilmente sarà disponibile per Verona. E' andato in Brasile per curarsi e martedì si aggregherà alla squadra”.
FUTURO - “E' mia volontà parlare bene la settimana prossima del futuro. Ho letto tante cose non corrette e quindi l'affronteremo bene. A oggi sono ancora concentrato proprio perché è stato un anno pesante, quindi vorrei finirlo in maniera positiva soprattutto in casa. Ci tengo che sia una partita vera. Parlare del futuro, quindi, non è corretto. Le parole del presidente? Con lui ho un rapporto che va oltre il campo. Non lo vedo come un presidente normale. Tutto quello che dice lo recepisco con affetto e mai con malizia. Ci siamo confrontati tanto e, al di là delle scelte che si faranno, gli vorrò sempre bene. Conoscendolo me l'avrebbe detto al telefono se avesse provato qualcosa di negativo. Non l'ho letta sotto questo punto”.
VINCERE - “Anche a Ferrara non è stata una passerella. Ha giocato Sparandeo perché si sono fatti male Venuti e Letizia. Non mi piace far esordire i giovani quando non occorrono i punti. Contro la Spal c'erano sei assenze importanti che pesano parecchio. C'era una differenza di motivazioni, dato che loro si giocavano la salvezza. Nonostante tutto siamo andati ben undici volte al tiro. Che ci siamo fatti male da soli è evidente. Contro Genoa e Chievo cercheremo di vincere ed è proprio per questo che voglio restare attaccato al campionato. Non possiamo permetterci di pensare ad altro e trascurare la partita per la stagione fatta”.
PUBBLICO - “Non mi piace parlare di cose che non conosco e soprattutto del lavoro fatto da alte persone, tra l'altro reduci da un campionato vinto. La retrocessione pesa tantissimo. Se la gente vede che non ti impegni fischia. Il pubblico di Benevento ha capito che, con tutti i limiti dell'allenatore e della squadra, abbiamo dato tutto. Questo è il riconoscimento più bello ed è giusto che lo riceva la squadra perché so come si sono allenati e quanto hanno sofferto. Uscire con lo stadio pieno è impagabile”.
ANDATA - “All'andata non meritavamo di perdere. E' una di quelle che, se tornassi indietro, cercherei di fare qualcosa di diverso. Dà fastidio perché in quella partita abbiamo perso tre punti. Era un momento topico, tanto è vero che dopo sono venute due vittorie di fila. Le sconfitte nel finale le sento come se avessi potuto fare qualcosa di diverso”.
ANCORA SUL FUTURO - “In un mondo in cui nessuno dice la verità non è facile credere qualcuno che dice il vero. Quando dico che non metto in competizione Benevento con altro è la verità. Alcune squadre volevano incontrarmi da gennaio, ma ho rifiutato. Quando abbraccio Vigorito dopo Milano è un gesto sincero perché ho litigato con tutti, però quello che esprimo è la verità. Sicuramente sono stato sempre chiaro perché quello che ho ricevuto da questa società e da questo ambiente è stato anche ricambiato. Non potevo dare di più. Del futuro ne discuteremo approfonditamente perché oltre all'aspetto sportivo mi piace essere considerato una persona corretta".
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