Catanzaro, che ti è successo?

A un girone di distanza dal primo confronto i calabresi sono in ritardo di tredici punti.

Benevento.  

Un girone fa era tutto diverso, non solo perchè eravamo appena all'inizio. Con la vittoria sulla Juve Stabia alla prima giornata il Catanzaro era stato capace di prendere i classici due piccioni con una fava. Non erano solo i tre punti messi in carniere a dare fiducia, ma anche il calcione alla cabala. Moriero, all'epoca allenatore delle aquile calabresi, l'anno precedente aveva esordito nel peggior modo possibile sulla panchina del Lecce mettendo in fila cinque sconfitte. Un record negativo che può lasciare strascichi e che in fondo puoi rischiare di portare nella mente per lungo tempo. Ecco perché la vittoria sulle vespe permise al Catanzaro di affrontare la trasferta del Vigorito con ottimismo. Finì 1-1, reti di Scognamiglio e Pagano, ma a un girone di distanza sono cambiate tante cose.

 

L'esonero di Moriero – Otto Novembre, Salernitana-Catanzaro 2-1. Ecco un'altra partita che, scommettiamo, Moriero non veda l'ora di rinchiudere in soffitta. All'Arechi il suo Catanzaro fa Harakiri nei minuti finali, spalancando le porte del successo a Calil e compagni. Per la Salernitana è un trionfo, per le aquile l'inizio di un declino inesorabile. Un vortice che condurrà in poche ore Moriero all'esonero e il Catanzaro a metà classifica, fino all'attuale -13 dal Benevento.

 

Era Sanderra – Dopo un brevissimo intermezzo curato da mister D'Urso - in panchina solo in occasione della sfida del Via Del Mare di Lecce conclusa con il punteggio di 2-2 - il presidente Cosentino affida la guida tecnica a Sanderra che debutta con un successo casalingo contro il Barletta. Sono sette le panchine in giallorosso dell'ex allenatore del Latina: tre vittorie, tre sconfitte e un pareggio. Ritmo da metà classifica, anche se l'occasione di svoltare c'è stata giusto qualche giorno fa. Una vittoria al Menti avrebbe cambiato il destino e riaperto il discorso play off. Il gol di Nicastro ha infranto (almeno per il momento) qualsiasi speranza.

 

La vetta è un miraggio – I tifosi del Catanzaro sono comprensibilmente amareggiati. Le premesse di inizio stagione sono state ampiamente deluse, le aquile si trovano a volare basso e con molti atleti in lista di sbarco. Il rinnovo di Kamara appare complicato, le ultime cessioni di Fofana e Morosini, unite a quella ormai imminente di Vacca, non lasciano presagire nulla di buono per future ambizioni da primato. Andando più nello specifico, il solco tra le prime della classe e lo stesso Catanzaro è stato scavato proprio negli ultimi dieci turni in cui il Benevento capolista è riuscito a collezionare ben nove punti in più rispetto ai diretti avversari. La squadra di Brini ne ha raccolti 21 (media di 2,10 a match), quella calabrese soltanto 12 (media irrisoria di 1,20). Un disastro in piena regola per chi ambisce a sogni di gloria.

 

Insidie – Brini ha avvisato tutti proprio oggi in conferenza stampa. Il Ceravolo è terreno minato, non solo per la tradizione. Un discorso sullo stile del “fidarsi è bene non fidarsi è meglio”, tanto per rendere l'idea che la strega non troverà un tappeto rosso ad accoglierla. Lo score casalingo del Catanzaro è di 6 vittorie, un pareggio e due sconfitte. Insomma, saranno anche cambiate tante cose, ma lì non è mai stato facile. Non lo sarà nemmeno stavolta. 

 

Francesco Carluccio