Il Benevento giocherà sempre per vincere

Il terzo posto regala un indubbio vantaggio: essere promossi con quattro pareggi. Però...

Benevento.  

Il giorno dopo il terremoto. Si scava tra le macerie. E si ascoltano le reazioni. Fuori di metafora, la serie B esce dall'ennesima turbolenza e non si ha l'impressione che tutto sia finito qui. Tutti promettono battaglia, proprio come in avvio di stagione quando una mezza dozzina di società si ribellò all'idea della B a 19 squadre. Ma Balata e la sua Lega sono un osso duro da spolpare: la spuntarono allora e contano di spuntarla anche oggi. D'altro canto per fare scelte così forti vuol dire che nessuno a Milano pensa che la sentenza possa essere ribaltata nel secondo grado di giudizio. 

La retrocessione all'ultimo posto della squadra rosanero regala al Benevento la terza piazza della classifica. E' un passettino avanti sul fronte di quei piccoli vantaggi di cui possono usufruire nei play off le squadre meglio classificate. I tifosi della Strega li conoscono a memoria, visto che quelli che andranno a disputare sono nientemeno che i quattordicesimi play off in 25 anni dalla loro istituzione (94-95). Il terzo posto, dicevamo: si entra in campo senza l'obbligo di vincere ad ogni costo, bastano quattro pareggi e si approda in serie A. Un vantaggio mica da poco, a dirla tutta. Anche se chi ha disputato tutte queste edizioni della post season sa bene che in queste gare non c'è da fidarsi di nulla, men che meno di quel vantaggio che gli concede la migliore classifica.

E poi, parlare di pareggi per il Benevento è come parlare di corda in casa dell'impiccato. Date uno sguardo alla classifica finale: la squadra giallorossa ha ottenuto 17 vittorie, 10 sconfitte e 9 pareggi. Sono proprio questi ultimi ad essere mancati per un eventuale salto di qualità. Perché il numero di vittorie è al passo di Brescia (18) e Lecce (19), non quello dei pareggi che fa della squadra giallorossa una di quelle più allergiche a questo tipo di risultato. Un numero minore, 8, l'hanno fatto segnare solo Perugia, Salernitana e Carpi. Come dire che non sarebbe una buona idea puntare subito a finirla lì, come si è iniziato.

Bucchi, del resto, inorridirebbe al solo pensiero di dover giocare un play off puntando su due pareggi: “Non lo faremmo mai – ha detto prima di partire per Brescia – basterebbe ricordarsi come giocammo i play off col Perugia due anni fa. Avevamo il vantaggio del doppio risultato, ma giocammo a viso aperto. Avremmo meritato di più, ma alla fine pagammo per un erroraccio di un nostro giocatore”. E del resto il Benevento non sarebbe in grado di puntare a priori su un risultato di parità: dovessero arrivarne quattro uno dopo l'altro, li accetterebbe con soddisfazione, ma la sensazione è che giocherà sempre e solo per vincere. A partire dalla sfida in campo esterno. E' la mentalità che si è vista a Perugia, Verona, Brescia. Modificarla proprio adesso sarebbe un errore, anche se un pizzico di pragmatismo in più non potrà fare mai male.