Benevento, ecco il Cittadella: forza fisica e compattezza

Servirà il miglior Benevento per aver ragione dei veneti. Può contare molto lo stato fisico

Benevento.  

Una cosa è certa: non si può proprio dire che il Benevento non conosca il prossimo avversario dei play off. Il Cittadella è la squadra affrontata di più quest'anno, viste le due volte in cui l'ha incrociata in campionato e quella volta al quarto turno di Coppa Italia che gli permise di approdare a San Siro per gli ottavi della competizione tricolore.

Lo conosce e sa bene quanto possa essere complicato affrontarlo. Bucchi lo definì con un superlativo originale: “Aggressivissimo”. Un modo di giocare che gli ha permesso di qualificarsi per l'ennesima volta ai play off per la serie A. “Il Cittadella sa fare benissimo ciò che fa da anni: cerca di toglierti sempre il tempo di giocata, squadra solida che ti fa giocare male”. Un giudizio dato prima della gara casalinga in campionato, ma che vale per l'intera stagione. Perché il Cittadella può cambiare qualche interprete, ma non il proprio modo di giocare. Difesa strutturata, centrocampo in continuo movimento intorno al perno centrale Iori, un trequartista e due punte, che nel frattempo sono cresciute tantissimo. I numeri di Gabriele Moncini, arrivato a gennaio dalla Spal, sono da urlo: 12 gol in campionato in 17 partite, più i due di ieri sera a La Spezia. Un gol ogni 115 minuti, roba da capocannoniere del torneo, la stessa media di Alfredo Donnarumma (25 gol in 32 partite), poco meglio di quella di Coda (21 in 34, un gol ogni 145'). Si capisce che si tratta di un calciatore in totale fiducia, da cui il Benevento dovrà guardarsi.

Ma che Cittadella troverà la squadra di Bucchi al Tombolato? Difficile dire che la battaglia del Picco non influisca minimamente sui muscoli dei ragazzi di Venturato. Almeno in quattro-cinque hanno chiuso con i crampi, senza contare Ghiringhelli, che ha concluso la partita in campo, ma senza praticamente potersi più muovere, e Frare, uscito anche lui per qualche problema muscolare. Da valutare anche le condizioni di Schenetti che Venturato ha lasciato fuori al Picco (ma Panico non lo ha fatto rimpiangere più di tanto). Il tecnico dovrà dunque monitorare bene la condizione dei suoi per la sfida coi giallorossi. 

Verrebbe di dire che valutando le caratteristiche delle due squadre, forse il Benevento avrebbe sofferto maggiormente le caratteristiche dello Spezia. La considerazione a prescindere dai risultati ottenuti in campionato: la vivacità e l'imprevedibilità di Okereke, Gyasi, Da Cruz, il dinamismo di Mora, la forza di Galabinov, hanno sempre tenuto in apprensione i giallorossi. 

Ciò non vuol dire che le qualità del Cittadella non siano ugualmente un ostacolo durissimo da superare. Probabilmente il gioco del Cittadella è più codificato, maggiormente leggibile. Difensori fisici e bravi anche a saltare di testa nell'area avversaria (Adorni in gol col Palermo e determinante nel secondo gol di Moncini a La Spezia), due esterni bassi sempre pronti ad aggredire gli spazi e a sovrapporsi (Benedetti recordman di cross: ben 222 in campionato), un centrocampo che sa sempre cosa fare, pregevole sotto l'aspetto tecnico (Iori, Siega, Branca), dove manca un top player come Settembrini, operato qualche giorno fa per la ricostruzione dei legamenti crociati. Infine un attacco in cui brilla la stella Moncini, ma che può contare anche su atleti come Finotto e Diaw, al top della categoria.

Servirà il miglior Benevento, consapevole di dover cercare la vittoria, ma anche corroborato dal fatto che due pareggi possono portarlo in finale.