I proclami del Cittadella, la prudenza del Benevento

La vittoria della Strega all'andata impone questi due atteggiamenti agli antipodi

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Benevento.  

Il gioco delle parti. Il Cittadella aggrappato alla speranza, il Benevento alla... prudenza. Dichiarazioni omologate in questi giorni, nessuno va sopra le righe rispetto al proprio canovaccio. Iori, capitano senza paura, ricorda che il calcio è pieno di rimonte e lui ci crede: “In fondo non dobbiamo vincere 5 a 0, ma solo con due gol di scarto”. Come dire? E' sempre soggettivo delineare i contorni di un'impresa. 

Su quest'altro versante domina la prudenza: “Non abbiamo fatto ancora niente”, si precipita a dire Bucchi. Che sa bene che il peggior errore sarebbe quello di credere che il più sia già fatto.

Inizia con questi stati d'animo contrapposti la vigilia della semifinale di ritorno tra Benevento e Cittadella. D'altro canto è giusto che il Benevento non allenti la tensione, che sia consapevole che serve un altro mattone per costruire l'edificio della finale. Controllare le emozioni in queste partite è sempre la cosa più difficile: serve equilibrio, qualcosa che misceli sapientemente la prudenza con la consapevolezza della propria forza. E del vantaggio acquisito. Perché, da parte giallorossa, sarebbe paradossale pensare che un piccolo passo non sia stato già compiuto nella partita d'andata.

Ma come si gioca una partita così? Servono saggezza tattica e pragmatismo. Dice bene Bucchi quando afferma che il Benevento giocherà ugualmente per vincere. E' il modo migliore per non trasformare una partita in un'attesa ricca di ansie. Tatticamente il Cittadella dovrebbe giocarsela senza freni: all'attacco, costi quel che costi. Il Benevento che non ama le difese chiuse, dvrebbe poter agire di rimessa in spazi prevedibilmente più larghi della sfida dell'andata. Dovrebbe essere così, ma poi sarà sempre il campo a decidere l'incedere della partita.

Senza accavallare i pensieri, la squadra di Bucchi dovrà giocare con animo leggero e con l'attenzione che merita un avversario all'ultima spiaggia. Non ci sarà Armenteros e la cosa conterà molto. Bucchi dovrà leggermente cambiare la sostanza dell'attacco. Potrebbe essere Insigne a giocare al fianco di Coda, riformando una coppia che ha già lasciato il segno in più di un'occasione. Ma le soluzioni non mancano all'allenatore giallorosso, che non utilizzerà Asencio, assente da troppo tempo, ma potrebbe scegliere di mandare in campo Buonaiuto, che, in una partita in cui prevedibilmente ci sarà da andare all'uno contro uno in contropiede, potrebbe essere l'arma in più. L'ex Perugia potrebbe fungere da seconda punta o da trequartista, o persino da esterno in una sorta di 4-3-3 con Insigne sull'altro versante. Le soluzioni non mancano, insomma, anche se la cosa più importante sarà sempre l'atteggiamento mentale. Nessun timore e determinati alla conquista della finale. Il traguardo è talmente vicino che sembra di toccarlo, sarebbe delittuoso non afferrarlo.