Benevento, il futuro è adesso

Smaltita, per così dire, la delusione si pensa già a programmare. Foggia è chiaro: "Non molliamo"

Benevento.  

Sarebbe stato difficile ragionare a poche ore dal fischio finale della gara di sabato. E’ vero, da queste parti per chi ha un po’ di sale in zucca la serie A non è affatto un’ossessione. Sarebbe eccessivo anche considerarla un sogno, perché si tratta di un qualcosa di talmente grande che fa fatica anche a bussarci alla porta mentre Morfeo ci tiene avvinghiati tra le sue braccia. Resta una piacevole ambizione, la testimonianza che a Benevento si può fare calcio a determinati livelli, un riscatto verso tanti anni vissuti nelle categorie minori tra fallimenti e campionati anonimi.

I fischi sono giusti. Non si può perdere una semifinale di ritorno in quel modo in casa, sparendo dal campo dopo il primo gol come se l’errore di Montipò avesse demolito ogni certezza. Nella parte finale di stagione avevamo visto un Benevento diverso sotto questo punto di vista, sempre pronto a ribaltare eventuali inizi negativi a dispetto di quanto visto soprattutto nel girone d'andata. Sembrava che il vento fosse cambiato, ma in tutto l’arco della stagione questa squadra non è mai riuscita a compiere quel passo decisivo che l’avrebbe trasformata in una grande. Eppure l’esperienza non manca, ma determinate qualità bisogna averle nel Dna ed evidentemente non erano di casa nello spogliatoio del Vigorito.

Dispiace, ma è il momento di metterci una pietra sopra come fatto da tanti tifosi che già invocano la nuova campagna abbonamenti. In molti chiedono la testa di Bucchi, un tecnico che non è mai stato amato particolarmente dalla piazza. A volte anche ingiustamente, perché determinati giudizi devono essere basati su dati di fatto concreti e non per sensazioni “a pelle” maturate dopo poche settimane dall’inizio della stagione. Ovviamente ha le sue responsabilità, così come tutti, e sarà la società nei prossimi giorni a valutare se proseguire o meno questo percorso con lui sulla panchina giallorossa.

A dispetto di tante altre realtà, anche vicine a quella sannita, si può ancora sperare e sognare. Dopo la retrocessione dello scorso anno riprendemmo la storica frase “C’è sempre un’altra stagione” di Nick Horby. Una massima che utilizziamo anche questa volta, perché in fondo al di là dei mugugni (sia giusti che sbagliati) c’è sempre questa certezza di fondo che il Benevento ci proverà anche l’anno prossimo. Sembra retorica, un contentino: ma nella situazione in cui versa il calcio italiano è un regalo di cui ci renderemo conto solo più in là.

Su Facebook, il direttore sportivo Foggia, uno che ha sposato in pieno questa causa e le sue lacrime al termine della gara di sabato ne sono la dimostrazione, ha rotto l’amarezza con un commento a un post, scrivendo: “Noi non molliamo”. Si riparte così, senza mollare: in fondo ai sanniti è la cosa che più riesce meglio.