Benevento, stagione conclusa: ora "step by step"

Il primo nodo è la decisione sull'allenatore, poi arriveranno tutte le altre scelte

Benevento.  

Non c'era nulla di preordinato, ma la casualità suscita un po' di magone. Il Benevento chiude la stagione proprio nel giorno in cui avrebbe dovuto giocare la finale d'andata dei play off per la serie A. I giallorossi hanno smesso di sgambettare all'Antistadio e sono tornati a casa. Qualcuno l'ha fatto addirittura ieri sera, qualche altro ha raccolto armi e bagagli stamattina ed è tornato alla sua residenza. Il presidente, come è nel suo stile, ieri pomeriggio si è presentato all'Antistadio, ha salutato cordialmente tutti ed ha ordinato il “rompete le righe”. La stagione 2018-19 formalmente si chiude qua. Con qualche prevedibile rammarico, ma anche con la consapevolezza di poter sfruttare il solco che è stato tracciato. 

IL NODO ALLENATORE. Il patròn si è riservato di scegliere. E' nella posizione di poter meditare tranquillamente sul da farsi, non c'è un contratto da onorare per forza. Cristian Bucchi è a scadenza al 30 giugno, dunque c'è solo da decidere se rinnovargli la fiducia o congedarlo come un vecchio amico. Il presidente sta riflettendo ed è giusto che lo faccia, perché in una scelta così ci sono sempre “pro e contro”. 

I PRO. Bucchi darebbe la garanzia di conoscere già l'ambiente, di sapere sin da subito dove operare sul piano tecnico, di continuare un percorso che, sia pure accidentato, ha portato alla conquista del quarto posto sul campo e ad una semifinale play off. L'allenatore romano gode della stima della società soprattutto per il suo modo di fare da gentiluomo: mai una parola fuori posto, sempre grande aplomb e serietà. Oltre ad un lavoro costante nelle difficoltà provocate da tanti infortuni.

I CONTRO. Lo stesso presidente asserì in tempi non sospetti che questa squadra non lo stava divertendo. La manovra, qualunque sia stato il modulo, è parsa quasi sempre abbastanza farraginosa. Certo è che non è facile cambiare in corsa un assetto tattico se si è partiti con una idea totalmente diversa e con giocatori che avrebbero dovuto essere inquadrati nel modulo di partenza. Qualcuno ha chiamato Bucchi integralista, perché al di là dei moduli cambiati, non è mutata la mentalità di attaccare sempre e comunque con formazioni spesso estremamente sbilanciate. E affrontare il Cittadella nella semifinale di ritorno come se il vantaggio dell'andata non esistesse conforta abbastanza questa definizione. Per di più una sconfitta così amara, ottenuta per giunta in casa, finisce sempre col lasciare il segno. L'opinione pubblica sembra aver già fatto la sua scelta, che non passa per la riconferma del tecnico romano. E iniziare una nuova stagione avendo tutta intorno gente col muso lungo non sarebbe il massimo. 

Non resta che attendere che il presidente sciolga questo nodo. Perché è questo lo step principale da cui ripartire: la squadra per il nuovo campionato ha bisogno delle indicazioni di chi la guiderà. Non può farne a meno.