Benevento, le attese stanno per terminare

La conferenza stampa del presidente svelerà i piani futuri della società

Benevento.  

E' il momento delle suggestioni, ma dura poco. E' quando ognuno porge le sue certezze, in attesa delle... certezze. Il nuovo allenatore? Eccolo, è lui. E' giovane e ambizioso. E vuole vincere. Facile fare l'identikit conoscendo le mire della società. 

Programma triennale per tornare nella massima serie, seconda stagione. Si comincia con un cambio in panchina, perché se ci si accorge che nella macchina costruita ci sono dei pezzi migliorabili, allora si cambiano. E' il ragionamento più semplice che esista. Certo, il timoniere era un pezzo importante e in un progetto a lunga scadenza vuol dire spostare più di un equilibrio. Ma avere il coraggio di cambiare può essere l'arma giusta per vincere. Perché nel calcio bisogna essere machiavellici: il fine giustifica i mezzi.

Le attese sono quasi finite, perché giovedì il presidente esporrà i programmi per la nuova stagione. E non si può neanche dire che si sia trattata di un'attesa lunga: giovedì 6 giugno saranno passati appena 12 giorni dall'amara eliminazione dai play off per mano del Cittadella. Il tempo di salutare la truppa (giovedì 30) e di riassestare le idee: 12 giorni dopo ci si guarda già negli occhi per parlare di futuro.

Cambia il timoniere, cambia l'assetto tattico e il modo di gestire. Il gruppo di giocatori che riceverà in eredità è “ponderoso”, ci sarà certamente da scremare qualcosa. E non solo tra quelli che hanno vissuto già questa stagione ai margini. E' fisiologico, ogni allenatore porta con sé le sue idee, vuole gestire un gruppo che si confà alle sue esigenze e può ritenere che qualche pedina non sia adatta. Questo non significa che si vada per forza verso una rivoluzione: il gruppo di giocatori è di quelli che fanno gola a tanti, ma qualche aggiustamento appare inevitabile. La difesa sembra il reparto più massiccio (non solo numericamente), il centrocampo quello più spoglio. C'è da mettere qualche tassello proprio lì nel motore, gente di categoria, “buona da bosco e da riviera”, che sappia cantare e portare la croce. In parole semplici: bravi sul piano tecnico e tosti su quello agonistico. E magari pensare a qualcuno lì davanti che affianchi uno come Massimo Coda che non può sempre avere tutto il peso dell'attacco sulle sue spalle. Sono pensieri in libertà: toccherà al nuovo tecnico indicare di cosa ha bisogno il Benevento. Le attese stanno per terminare. Due giorni e gli orizzonti saranno più visibili a tutti.