Il Benevento di Inzaghi: 4-3-1-2? Perché no?

Almeno inizialmente il tecnico dovrebbe tornare al sistema che adottava nel Milan

il benevento di inzaghi 4 3 1 2 perche no
Benevento.  

Ogni allenatore porta con sé quel numerino magico che indica il modulo con cui la sua squadra si disporrà sul terreno di gioco. Una sorta di “dna”, che lo connota nel panorama calcistico. Il database di Pippo Inzaghi alla voce modulo indica per lo più il 3-5-2, che è il sistema di gioco che lo ha accompagnato nella sua avventura bolognese. Ma il recente passato sotto le due Torri di Super Pippo rischia di essere fuorviante, le sue intenzioni per il nuovo Benevento sono diverse. D'altro canto, così come ha chiesto subito il presidente Vigorito, qui c'era bisogno di un allenatore poco ortodosso, uno che non fosse legato in maniera viscerale ad un solo sistema di gioco, tanto da apparire in qualche circostanza addirittura un integralista. La sua prima dote doveva essere quella di avere un impianto di idee aperto, che si adattasse senza patemi ai giocatori che avrebbe trovato in organico. Ecco, Pippo Inzaghi è questo.

GLI INIZI. Quando lasciò il mondo dorato della Champion's e le sue prerogative non furono più quelle di far gol in ogni maniera possibile (a volte anche impossibile...), indossò giacca e cravatta e si tuffò nel pianeta dei giovani: Allievi, Primavera, rigorosamente Milan. I punti fermi furono subito la difesa a quattro e il centrocampo a tre, con un regista a impostare e due mezzali di corsa e inserimento: 4-3-3, per dirla coi numeri, o 4-3-1-2 a seconda degli uomini che aveva a disposizione. E così fu anche quando Berlusconi lo promosse nel Milan dei grandi (2014-15). Difesa a quattro, con due terzini pronti a supportare la manovra offensiva, due centrali chiamati a partecipare all'impostazione del gioco. A centrocampo un regista davanti alla difesa, due mezz'ali al suo fianco che sapessero tagliare le linee di passaggio e si proponessero con rapidi inserimenti verticali. In attacco due ali libere di svariare e un centravanti che non si limitasse al lavoro di sponda, ma che partecipasse al gioco con gli esterni e le mezze ali. Fu 4-3-3 anche per il primo Venezia, quello che trionfò in serie C, divenne 3-5-2 nella stagione di serie B quando andò a conquistare i play off. E' stato ancora così l'anno sorso nel girone d'andata a Bologna. 

A BENEVENTO. Con i giallorossi adotterà un modulo che torni un po' alle origini: 4-3-1-2, perchè il materiale umano di cui dispone il Benevento un po' impone questo tipo di sistema (Vokic, Insigne se, come sembra, sarà riscattato). Ma la spinta più importante, in fondo, verrà ancora una volta dalla sua ossessione per la vittoria, la stessa che lo ha pervaso nella sua carriera da calciatore: l'applicazione feroce, l'estrema cura dei dettagli. Disse qualche tempo fa: “Solo chi vince sa che non è così facile riuscirci”. Ed è lì che scatta quello spirito che lo accompagna nelle avventure calcistiche, quella filosofia che pervade il suo lavoro, il culto della vittoria.