Inzaghi, quel selfie di buon auspicio

Tutti affascinati dal nuovo tecnico giallorosso, che abiterà in città

Benevento.  

Non fosse per quel completo grigio scuro e la cravatta sembrerebbe uno di loro. Pippo Inzaghi ha ancora il volto di un ragazzino, il fisico poi... Sul palco il selfie lo fa Christian Maggio pronto a togliere dall'imbarazzo il presidente che ha concluso con la scaletta: “Ora non so cosa bisogna fare...”, dice il patròn. E Maggio di rimando: “Facciamo come fanno tutti, chiudiamo con un bel selfie”. 

Viene fuori così la più bella foto di giornata, a dispetto dei tanti fotoreporter presenti. Perchè la spontaneità non ha prezzo. Il presidente è in forma come nei suoi giorni migliori: “Io mi posiziono qua, dietro di loro: siete testimoni che c'ero anch'io”. Ovviamente nello scatto ci sono solo loro, i quattro “giganti” che hanno indossato le nuove magliette (Caldirola, Maggio, Viola e Del Pinto) e Superpippo. 

Il suo primo giorno giallorosso è un bagno di folla (e di sudore), non c'è attenzione che per lui. Le sue prodezze da calciatore sono ancora troppo fresche nella mante di tutti per non far sì che la suggestione assalga ognuno dei presenti: finora “Superpippo” era poco più che un ologramma, certo c'erano gli annunci, le foto, ma vederlo apparire sul palco e rendersi conto concretamente che un campione simile sarà alla guida del Benevento non può essere che motivo di orgoglio. 

Un campione di umiltà. E' questo ciò che è più piaciuto al presidente. Uno che quando parla di calcio non fa pesare tutto ciò che ha fatto in carriera e, credeteci, ha fatto talmente tanto che che servirebbe una pagina di wikipedia per ricordare tutto: campione del mondo e vicecampione d'Europa con la Nazionale italiana rispettivamente nel 2006 e nel 2000 e, a livello di club, campione d'Europa con il Milan nel 2003 e nel 2007 e campione del mondo sempre nel 2007, nonché campione d'Italia nel 2004 e 2011 e, con la Juventus nel 1998. Nella classifica dei gol segnati nelle competizioni UEFA per club è quarto a quota 70 reti alle spalle di Cristiano Ronaldo (120) ,Lionel Mess i100) e Raúl (77), ed è il miglior marcatore italiano in Champions League con 50 gol realizzati. Inoltre, è il calciatore che ha segnato più reti (2) in una finale di UEFA Champions League (edizione 2006-2007 finale ad Atene col Liverpool) a pari merito con Daniele Massaro, Karl-Heinz Riedle, Hernán Crespo, Diego Milito, Cristiano Ronaldo e Gareth Bale.

A leggerle tutte d'un fiato, queste imprese, si rischia di arrivare in fondo con le stelline agli occhi. Eppure lui si presenta con una spontaneità incredibile: i primi selfie li ha fatti allo stadio ieri di prima mattina e non è riuscito a contenere la sorpresa: “Questo stadio è bellissimo”. Il complimento assume valore ancora più grande se viene da uno che ha girato tutti gli stadi del mondo. E' talmente innamorato del calcio che in uno stadio ci andrebbe a vivere. Una villa a Posillipo? Macchè! Per ora si sistema al President, poi troverà casa non molto lontano dal Vigorito, perchè è là che vuole stare. “Sono felice come un ragazzino a fare questo lavoro, che è difficile, che mi ha già dato qualche gioia e qualche dolore. Ma la serie A me la riconquisterò sul campo insieme a voi. Ne sono sicuro”. 

Si è presentato col cuore in mano e senza presunzione, con la sua infinita voglia di vincere. Il segno distintivo del suo Dna.